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Il direttore dell’Asl: c’è un’attività programmata, nessuna interruzione di pubblico servizio

MIRANO «Perse altre sette giornate operatorie a Cardiochirurgia di Mirano ». A denunciarlo è il comitato Salvioli, che ha subito segnalato l’episodio ai responsabili della sanità regionale, parlando senza mezzi termini di «interruzione di pubblico servizio ». Asl 13 sulla graticola: dopo le tre sedute operatorie di Cardiochirurgia saltate il tre, quattro e cinque febbraio, allora per la mancata sostituzione di una perfusionista in malattia, dal 22 aprile al 2 maggio sono stati rinviati altri sette interventi. «In tutto, finora, sono dieci sedute operatorie saltate in 83 giorni lavorativi dall’inizio anno », denuncia il coordinatore del Salvioli, Aldo Tonolo. Tra comitato e direzione dell’Asl 13 è guerra aperta: oggetto del contendere è l’attività cardiochirurgica miranese. Per il Salvioli il reparto d’eccellenza dell’ospedale di Mirano continua a essere limitato nella sua attività, per il direttore generale Gino Gumirato si tratta di programmazione dell’attività ordinaria del reparto che non riguarda, per giunta, le emergenze. «Non è che manchino i pazienti », tuona Tonolo, «ma se la direzione vuole ridurre l’attività del Dipartimento cardiovascolare miranese, ogni scusa è buona per rallentare il tasso di attività. Ciò è inaccettabile e aumenterà la fuga dei pazienti verso altre Asl, con il declassamento dell’ospedale e lo scadimento della qualità delle cure cardiologiche testimoniata dalla ancora notevole capacità di attrazione di questi reparti che producono da soli più di un quarto dell’intero fatturato Asl 13». Secca la replica di Gumirato: «Non c’è stata alcuna interruzione di servizio pubblico», assicura il direttore generale, «tutti gli interventi eseguiti sono il risultato di un’attività programmata: il budget delle prestazioni da erogare sono fissati all’inizio di ogni anno e condivisi con il capo dipartimento di Cardiologia: non trattandosi di emergenze, un intervento, qualora venga spostato in un altro giorno, non inficia sulla qualità ed efficienza delle prestazioni erogate. Non lo fanno nemmeno le ferie estive del personale, che sono organizzate da sempre su un periodo lungo, di norma tre mesi estivi, per consentire il rispetto delle normative vigenti in termini di ferie di tutto il personale. Siamo pronti a qualsiasi confronto e controllo da parte di qualsiasi autorità sanitaria regionale, ma non siamo disponibili a inseguire il comitato Savioli nella sua mala-informazione».

Filippo De Gaspari

 

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