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Il futuro dell’agricoltura ancora nelle mani del Tar

ALTERNATIVA ALLA ROMEA – Il nuovo ponte sul Brenta offrirà anche un’alternativa alla Romea

IL CONSORZIO DI BONIFICA  «Necessario per bloccare la risalita del mare»

«Il nuovo ponte sul Brenta avrà paratoie mobili contro la risalita dell’acqua di mare dannosissima per le colture» spiega Antonio Salvan del Consorzio di bonifica.

BATTAGLIA – Le darsene temono di venire penalizzate

CHIOGGIA  «Il via libera ai lavori per la realizzazione del nuovo ponte sul Brenta, dotato di paratoie mobili contro la risalita dell’acqua di mare dannosissima per l’agricoltura, dipende ormai esclusivamente dalle decisioni del Tribunale amministrativo regionale».
Lo dichiara il presidente del consorzio di bonifica Adige Euganeo, Antonio Salvan. Sul progetto voluto dall’organizzazione consortile, approvato da tutti gli enti preposti alla salvaguardia del territorio, ben visto dal sindaco e già assegnato ad un’impresa specializzata, pende infatti un ricorso inoltrato dai gestori di alcune darsene che potrebbero risultare penalizzate dall’ostacolo alla navigazione tra Brondolo e la foce.
Gli imprenditori non si dichiarano contrari per principio al varco ed alla salvaguardia dei campi, ma sostengono che i medesimi risultati potrebbero essere conseguiti mediante il ricorso ad altre soluzioni, meno lesive dei loro interessi. È passato un anno da quando il comitato degli operatori nautico-turistici aveva inscenato una vistosa protesta occupando per lunghe settimane, 24 ore su 24, la loggia del palazzo municipale. La loro tesi in materia di scelte tecniche non aveva però trovato avallo da parte dei tecnici ufficiali, favorevoli al progetto originario. L’opera ingegneristica, fortemente auspicata dagli agricoltori e dagli operatori turistici dell’Isola Verde, oltre ad impedire la risalita dell’acqua di mare, rivoluzionerebbe positivamente la viabilità urbana, consentendo di passare da una sponda all’altra evitando la Romea. L’unico collegamento ora esistente tra le due rive consiste infatti nel ponte della Statale 309, teatro di una lunga serie di tragici incidenti. Sta di fatto che, per passare da Sottomarina all’Isola Verde o viceversa, adesso è necessario voltare a sinistra per ben due volte consecutive, immettendosi nel traffico caotico della statale: impresa che, nelle ore di punta, risulta quasi impossibile.
Salvan, dichiarandosi convito d’aver prodotto tutte le osservazioni indispensabili, prevede che il Tar scioglierà ogni dubbio a fine estate. Intanto, gli agricoltori del vastissimo comprensorio che spazia da Chioggia sin quasi ai piedi dei Colli Euganei, dovranno continuare a vedersela con la risalita dell’acqua salata, devastante soprattutto per le colture orticole.

Roberto Perini

 

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