Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

AUTOSTRADE DEL MARE A FUSINA

LAVORI IN CORSO Una banchina è pronta, l’altra sta per essere completata

Domani a Fusina arriva la prima nave traghetto dalla Grecia. A due anni e mezzo dalla posa della prima pietra e a dieci dall’avvio dell’operazione il primo nucleo del “Terminal delle autostrade del mare” diventa operativo. Libererà Venezia da 400 traghetti l’anno.

CENTRO INTERMODALE – I camion potranno accedere subito alla strada e alla ferrovia

LAVORI IN CORSO – Saranno in grado di accogliere fino a 1600 traghetti l’anno

Autostrade del mare, ecco i terminal

A Fusina pronte le prime due delle quattro banchine: la Marittima “liberata” di 400 traghetti

Domani a Fusina arriva la prima nave traghetto dalla Grecia, “Audacia” della Anek Lines. A due anni e mezzo dalla posa della prima pietra e a dieci anni dall’avvio dell’operazione, dieci anni perduti per le autorizzazioni e varia burocrazia, il primo nucleo del “Terminal delle autostrade del mare” diventa dunque operativo. C’è ancora molto da fare per completarlo ma già ora ha l’aspetto di un gigantesco doppio casello autostradale dotato delle più raffinate tecnologie di sicurezza, controllo e gestione delle merci: le navi attraccano alle banchine, i camion scendono e vengono trattati e controllati per poi uscire dall’altro casello che immette nella viabilità stradale e in quella ferroviaria (il terminal sarà in grado di formare al suo interno convogli lunghi fino a 650 metri).
Il 31 maggio non segna solo la data dell’avvio operativo delle prime due banchine (entro fine anno entreranno in servizio anche le altre due, che potranno ospitare 4 traghetti alla volta per camion e passeggeri da 200 e da 240 metri di lunghezza) ma anche la fine di una delle più importanti bonifiche da amianto avvenute in Italia: 10 milioni di euro spesi solo per eliminare e mandare in Germania (perché l’Italia non ha nessun sito in grado di ospitare questo pericoloso inquinante) tonnellate di amianto che era stato interrato sotto alla fabbrica ex Sava ed ex Alumix che occupava i 38 ettari oggi del Terminal. Per bonificare l’area anche dagli altri inquinanti sono stati spesi 30 milioni di euro, e l’investimento complessivo per realizzare il terminal è di 230 milioni, pagati all’80% dal privato e al 20% dal pubblico (tra Autorità portuale veneziana, Comunità europea e Regione). Il 31 maggio segna definitivamente anche la liberazione della Marittima da 400 traghetti l’anno e il ponte della Libertà da 500 camion al giorno, e il contemporaneo avvio di un terminal moderno in grado di rispondere alle esigenze dei nuovi traffici: quelli che dalle sponde del Mediterraneo vogliono raggiungere il Nord Europa passando per Venezia invece che circumnavigare mezzo continente, risparmiando così 7 o 8 giorni di navigazione.
Il privato, che dovrà anche pagare un canone all’Autorità portuale (Apv) per i prossimi 40 di gestione del terminal, è un’Ati tra Mantovani, Thetis, Adria Infrastrutture e Nuova Fusina Ingegneria unita nella “Venice Ro-Port Mos”. Nel 2010, quando venne presentato l’avvio pratico dell’operazione, la società si chiamava “Venice New Port” e aveva dentro anche Coveco Coop e Vtp, ossia Venezia Terminal passeggeri la società delle crociere. Vtp è tutt’ora nella compagine con un 1%, ma è in uscita perché Apv non può dare concessioni a società sue partecipate, come appunto Vtp. La società delle crociere, che nel 2010 era presentata come il futuro gestore del nuovo scalo, parteciperà ugualmente alla gestione ma senza far parte dell’azionariato.
E la gestione sarà la vera sfida del nuovo terminal che può ospitare fino a 1600 traghetti l’anno (anche 1800 in momenti di punta) ma che al momento parte con 400 navi, anche a causa degli sconvolgimenti politici ancora in atto in Egitto e in Libia, porti di partenza delle merci (soprattutto ortofrutta) assieme a Turchia e Israele e, naturalmente, Grecia.
La scommessa, insomma, è quella di sviluppare i traffici, approfittando del fatto che Venezia è all’intersezione di tre corridoi europei (Scandinavo-Mediterraneo, Baltico-Adriatico e lo stesso Mediterraneo) e della nuova struttura che sarà in grado di offrire velocità, efficienza e tecnologia. Nel corso dei prossimi anni, inoltre, nell’area verranno realizzati un albergo e capannoni in grado di ospitare aziende per l’assemblaggio delle merci in arrivo e la loro spedizione alla destinazione finale. Quanto ai passeggeri, per il momento hanno a disposizione una stazione prefabbricata, mentre quella nuova sarà pronta entro Natale o primi mesi del 2015. E se vogliono dormire, in attesa del nuovo hotel, hanno a disposizione il vicino campeggio di Fusina o gli alberghi cittadini.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui