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Nuova Venezia – L’autostrada del mare entra in funzione

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

mag

2014

NUOVO TERMINAL A FUSINA

L’autostrada del mare prende il largo

Presentato il terminal portuale a Fusina che entrerà in funzione domani e toglierà dal Bacino di San Marco 400 traghetti

A Fusina, nei 38 ettari dove un tempo sorgevano gli impianti siderurgici dell’ex Alumix, il lavoro in cantiere serve ancora. Duecento operai sono impegnati a completare in tutta fretta – a causa del ritardo di sei mesi sulla tabella di marcia dovuto alla grande quantità di amianto sotterrato da rimuovere – la prima delle due darsene previste, ciascuna con due banchine, per il nuovissimo terminal intermodale di Fusina che di fatto sarà il primo “hub portuale” del Mediterraneo per traghetti passeggeri (Ro Pax) e il promo “casello” delle “Autostrade del mare”, ovvero i traghetti per camion carichi di merci (Ro/Ro). Lungo 200 metri, largo 32, una stazza lorda di 26 mila tonnellate: sono queste le misure di Audacia, il traghetto della Anek Line proveniente da Patrasso (Grecia) che sabato prossimo non entrerà – come invece continueranno a fare la grandi navi da crociera, almeno finchè il Governo e il Comitatone non decideranno altrimenti – più in laguna dal Lido, non attraverserà il bacino di San Marco e non approderà più nella Stazione Marittima di Santa Marta. Per la prima volta, il traghetto della Anek Line entrerà in laguna dalla bocca di Malamocco, percorrerà solo il tratto iniziale del canale dei Petroli e collauderà per primo il nuovo terminal portuale e logistico di Fusina. Il nome del traghetto, Audacia, ben si presta all’inaugurazione del terminal che verrà completato con la seconda darsena, l’area uffici e magazzini, i raccordi ferroviari e le corsie preferenziali per i camion carichi di merci che potranno imbarcarsi o sbarcare dai traghetti che approderanno nel nuovo terminal intermodale di Fusina, presentato ieri alla stampa, nonostante i lavori ancora in corso. Sulla carta ci sono già 200 traghetti passeggeri in arrivo a Venezia – in gran parte già in servizio sulle rotte con la Grecia – che a partire da domani toglieranno400 passaggi in bacino di San Marco ed entreranno dalla bocca di porto di Malamocco per approdare subito al terminal di Fusina. La potenzialità massima, quando il terminal (alla fine dell’anno prossimo) sarà completato, è di ben 1.600 traghetti Ro/Ro e Ro Pax; ma a Venice Ro-Port Mos – la società consortile che ha progettato, firmato il project financing e costruito il terminal – ne basterebbero almeno 1.000 all’anno. Ma per arrivare a tanto, il terminal ne dovrà fare di strada e insieme a lui anche l’Autorità Portuale di Venezia che fin dall’inizio ha creduto al progetto del nuovo terminal delle Autostrade del mare, tanto decantate dall’Unione Europea che ha finanziato il progetto di Fusina con 10 milioni. «A ottobre i responsabili dell’Unione Europea verranno qui», ha sottolineato Claudia Marcolin, segretaria dell’Autorità Portuale di Venezia, «per rendersi conto di quello che abbiamo realizzato e per rilanciare l’idea delle Autostrade del mare», l’unica in grado di togliere dalle strade gran parte dei camion che intasano le strade del Nordest e avvelenano l’aria. «È vero, il nostro è un progetto audace», ha sottolineato Maurizio Boschiero , vicepresidente del consorzio Venice- Ro-Port, «ma siamo convinti di potercela fare perché Venezia si trova al centro dei tre grandi corridoi europei, è dotata di raccordi ferroviari, stradali e aeroportuali e può far risparmiare 7 giorni di navigazione alle navi rispetto ai porti del nord Europa».

Gianni Favarato

 

Il progetto «Questo hub intermodale toglie merci dalle strade»

Il terminal di Fusina costerà in tutto 230 milioni, l’80% dei quali coperto dai privati del Consorzio Venice Ro-Port MoS – di cui fanno parte il gruppo Mantovani, Adria Infrastrutture, Coveco, Nuova Fusina Ingegneria e Vgt Filiera del Fresco – che lo gestirà per 40 anni ma dovrà pagare, al pari degli altri operatori portuali, il canone di concessione all’Autorità Portuale che insieme a Regione, Unione Europea e ministero delle Infrastrutture, ha coperto i costi del restante 20%. Il progetto è sostenuto, fin dal 2003 quando è stato messo a punto, dall’ Unione Europea che ci ha investito 10 milioni nel quadro del programma Adriamos con l’obiettivo di potenziare le Autostrade del Mare tra Italia e Grecia. «Il terminal però guarda oltre », sottolinea Gianfranco Zoletto, presidente di Venice Ro-Port MoS, «vogliamo operare come un vero e proprio hub in tutti i mercati europei ed extra- europei. Il nuovo terminal, infatti, è una piattaforma logistica dove si incontrano e si interscambiano modalità differenti di trasporto: ci sarà il tradizionale traffico di veicoli e passeggeri in imbarco e sbarco da navi traghetto, ma è pensato e strutturato per integrare da subito e in modo efficiente il trasporto di container, trailer, cassemobili e via dicendo, da nave a treno e viceversa per ridurre costi e tempi di consegna ». Il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, ricorda che «questa nuova sezione del porto è stata pensata quasi dieci anni fa con l’obiettivo di preparare il porto di Venezia allo sviluppo dei traffici intra-mediterranei destinati a crescere allo svilupparsi delle economie che si affacciano sulla costa sud dal Marocco alla Turchia. Abbiamo mantenuto la promessa: da domani oltre 400 traghetti all’anno, che prima entravano in laguna dalla bocca di Lido, entreranno attraverso la bocca di Malamocco e approderanno a Fusina, facendo transitare oltre 500 veicoli in meno al giorno sul Ponte della Libertà per raggiungere, come si è fatto fino ad oggi, la Stazione Marittima a Santa Marta».

 

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