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S. MARIA DI SALA – Il sindaco a Veritas «Voi ci penalizzate»

Botta e risposta tra il sindaco di Santa Maria di Sala Nicola Fragomeni e la società di rifiuti Veritas sui costi dei servizi. La società dichiara che “per quanto riguarda l’igiene urbana, nessun Comune sostiene costi di altri Comuni. Inoltre, ogni Municipio decide l’entità degli indici e pianifica i piani finanziari in assoluta autonomia”. Fragomeni, sempre più guerreggiante, replica: «Che non mi vengano a raccontare che venerdì cade di giovedì! Non è assolutamente vero che possiamo decidere il piano come vogliamo, perché quando sono andato a discuterlo e ho chiesto l’abbassamento dell’adeguamento indice Istat, che ora è al 4,79%, mi hanno risposto che non si può perché altrimenti Veritas non incassa quello che dovrebbe incassare. Se potessimo deciderlo noi allora, voglio avere il mio piano finanziario e voglio poterlo decidere senza aumento dell’indice Istat».
La questione ha visto buona parte dei sindaci di Riviera e Miranese schierarsi con Fragomeni e riguarda la diversa applicazione dell’adeguamento indice Istat tra i vari Comuni soci della ditta Veritas. Per i Comuni più piccoli infatti, tra cui Santa Maria di Sala, l’adeguamento è al 4,79% e invece per Venezia, socio di maggioranza Veritas, l’adeguamento è al 2,2%. Diversità che ha infervorato i sindaci che hanno provveduto ad inoltrare una richiesta a Veritas per far sì che a tutti i Comuni sia applicato lo stesso indice. «Non capisco – sbotta Fragomeni – perché il Comune di Santa Maria di Sala debba avere un piano finanziario che gli costa 2 milioni e mezzo di euro, con un adeguamento indice Istat al 4,79%, e Venezia invece ha un piano di 30 milioni di euro con un adeguamento al 2,2%. Se non avessimo quel 4,79%, pagheremmo circa 110mila euro in meno, soldi potrebbero essere spalmati su tutte le famiglie del territorio salese che pagherebbero meno. Per di più, Venezia che ha un piano di 30 milioni di euro, se avesse un adeguamento al 4,79 pagherebbe circa 1 milione e 400mila euro, ma avendo un indice Istat dimezzato, paga la metà, quindi circa 700mila euro. Gli altri 700mila euro – continua Fragomeni – vengono spalmati su tutti gli altri comuni che hanno l’adeguamento al 4,79%».
Fragomeni conclude: «La morale è che i cittadini di Venezia pagano di meno, pur usufruendo dello stesso servizio. Posso dire quindi che i miei cittadini di Santa Maria di Sala pagano anche per Venezia e questo non è tollerabile».

Serenella Bettin

 

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