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Il monitoraggio di Trenitardo: problemi tra le 5 e le 9

Quagliotto: «Pendolari alle prese con il sovraffollamento»

L’orario cadenzato è entrato in vigore lo scorso dicembre, il monitoraggio è stato completato e sono state apportate delle modifiche, ma le ferrovie venete continuano ad essere un rompicapo di ritardi, magagne tecniche e guai di vecchiaia. Padova non fa eccezione. Maglia nera a tre tratte: Padova-Belluno; Padova-Bassano e Venezia- Verona (che passa per la città del Santo). I treni maggiormente in ritardo sono quelli del mattino, nella fascia oraria 5-9, ovvero quella usata dai lavoratori e dagli studenti. In media, queste tre linee accumulano 5-10 minuti di ritardo nel 30% dei casi. Almeno secondo “Trenitardo, la banca del tempo perduto”, un portale (www.trenitardo.it) ideato da alcuni studenti del Sindacato degli studenti e dell’Asu che oggi comprende anche i comitati e le associazioni dei pendolari. Sul sito di Trenitardo è possibile verificare il ritardo collezionato anche da uno specifico treno. Dallo scorso dicembre hanno azzerato il cronometro del tempo perso e l’hanno riavviato per scandire i minuti persi sui binari, facendone una sommatoria giornaliera. Ad oggi, i giorni dell’oblio ferroviario sono 76. Nel conteggio totale sono stati 13.695 i treni con 5-15 minuti di ritardo (11,3%), 2.156 quelli con 15-30 minuti di ritardo( 1,8%) e 915 i treni con più di 30 minuti di ritardo (0,8%). Inoltre sono 3.334 (2,7%) i treni cancellati. Mentre sono stati 101.546 quelli puntuali (l’83,5%). Risultati lusinghieri se la puntualità non facesse la differenza tra poter seguire o perdere la lezione o, peggio, arrivare o meno a lavoro. «Con l’introduzione dell’orario cadenzato la situazione generale è migliorata», commenta Davide Quagliotto, giovane studente universitario tra gli ideatori del portale. «La tratta Belluno- Padova è sicuramente migliorata, ma restano delle criticità gravi nella fascia oraria del mattino. Ad esempio il treno che parte da Belluno alle 7.11 – uno dei più utilizzati da studenti e lavoratori da Montebelluna, Castelfranco e Camposampiero – ha una puntualità del 60%, dunque una mattina su tre il treno è in ritardo, dai 5 ai 15 minuti e, a volte, supera i 30. Ma soprattutto è già straripante a Castelfranco ». Secondo i ragazzi la causa prima ha un nome: sovraffollamento. «Il ritardo è direttamente proporzionale al numero dei viaggiatori», scandisce Davide, «i convogli non sono tarati per il servizio e non sono una risposta adeguata all’utenza. La beffa è che l’introduzione di nuovi treni ha dato alla Regione il via per aumentare i costi, ma i problemi non sono stati risolti. Sempre rimanendo sull’asse Belluno-Padova, il treno aggiunto delle 8.11, posto tra quello sempre pieno delle 7.11 e quello delle 9.11, non risolve il sovraffollamento del precedente perché è un tappabuchi che non risponde all’esigenza primaria: raggiungere Padova prima delle 9».

Elvira Scigliano

 

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