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Nuova Venezia – I traghetti lasciano il bacino San Marco

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

giu

2014

AUTOSTRADE DEL MARE » IL NUOVO TERMINAL DI FUSINA

Inaugurate ieri mattina le prime due banchine per le navi che trasportano passeggeri, camion, auto, moto e roulotte

L’ironia della sorte ha voluto che proprio ieri, nel giorno del terremoto politico e giudiziario che mette allo scoperto un rodato sistema di corruzione legato ai lavori del Mose, a Fusina è stato inaugurato il nuovo terminal delle “autostrade del mare” per traghetti passeggeri e merci progettato, realizzato e gestito in project financing da Venice Ro-Port Mos, un consorzio di imprese capitanato dal gruppo Mantovani, lo stesso che controlla il Consorzio Venezia Nuova, concessionario unico per la realizzazione del Mose. Grazie a questo terminal – per ora è dotato di una darsena con due banchine alle quali, entro il 2015, se ne aggiungeranno altre due – i traghetti d’ora in poi non entreranno più in laguna dalla bocca del Lido ma da Malamocco, piuttosto che raggiungere la Stazione Marittima a San Basilio, passando per il bacino di San Marco. All’affollata cerimonia d’inaugurazione, aperta dal comandante del Porto, l’ammiraglio Tiberio Piattelli e conclusa da Paolo Costa, presidente dell’Autorità Portuale, erano attesi anche alcuni degli arrestati, a cominciare dal sindaco Giorgio Orsoni (sostituito dal presidente del consiglio comunale, Roberto Turetta) e dall’assessore regionale Renato Chisso. La loro assenza è stata rimarcata sul palco della cerimonia solo dal presidente Paolo Costa che si è rammaricato per la notizia degli arresti proprio nel giorno in cui si inaugurava il terminal delle Autostrade del mare che «dà il via al nuovo corso di un antico porto, come quello di Venezia, che si sta mettendo al passo con i tempi con infrastrutture d’eccellenza che permetteranno di aumentare i traffici commerciali e passeggeri». «Non possiamo perdere di vista quello che è stato fatto e stiamo facendo per ridare la centralità che spetta al porto di Venezia nel Mediterraneo», ha detto ancora Costa. «Questo terminal toglie da subito dal bacino di San Marco 400 passaggi di traghetti all’anno e centinaia di auto e camion che fino a ieri dovevano raggiungere la stazione Marittima a San Basilio, intasando il ponte della Libertà. Questo dimostra che vogliamo salvaguardare il bacino di San Marco dal passaggio di queste navi, comprese quelle da crociera che, secondo noi, potranno raggiungere la Marittima in breve tempo e senza pregiudicare gli altri traffici, basta che ci diano la possibilità di scavare il canale Contorta e di ripristinare la morfologia lagunare con i fanghi che verranno scavati». Gianfranco Zoletto, presidente di Venice Ro-PortMoS che gestirà il terminal pagando una concessione al Porto per 40 anni, ha aggiunto che ha la potenzialità per accogliere oltre mille traghetti all’anno, mettendo a disposizione un terminal intermodale con collegamenti ferroviari e stradali in via di completamento. «Vogliamo operare come un vero e proprio hub in tutti i mercati europei ed extra-europei », ha precisato Zoletto, «questa è una piattaforma logistica dove si incontrano e si interscambiano modalità differenti di trasporto: ci sarà il tradizionale traffico di veicoli e passeggeri in imbarco e sbarco da navi traghetto, ma è pensato e strutturato per integrare da subito e in modo efficiente il trasporto di container, trailer, casse mobili e via dicendo, da nave a treno e viceversa per ridurre costi e tempi di consegna, forti del fatto che la laguna di Venezia si trova al centro dei tre grandi corridoi europei, è dotata di raccordi ferroviari, stradali e aeroportuali e può far risparmiare 7 giorni di navigazione alle navi rispetto ai grandi porti del nord Europa».

Gianni Favarato

 

La curiosità

Bonifiche ed energia solare per la sostenibilità ambientale

Quello di Fusina è il primo terminal portuale che nasce all’insegna della sostenibilità ambientale. L’Autorità Portuale veneziana e il consorzio di imprese che lo gestirà per 40 anni pagando il canone di concessione, ne vanno orgogliose e spiegano che fin dalla fase costruttiva si è stati «particolarmente attenti » alla riduzione dell’impatto ambientale dell’opera e della movimentazione dei traghetti che trasporteranno passeggeri (Ro/Ro) e camion carichi di merci (Ro/Pax) che invece che di percorrere miglia di chilometri su strada, inquinando quanto mai l’aria, percorreranno le “Autostrade del mare”. Il consorzio Venice Ro-Port Mos tiene a spiegare che per realizzare il fondo dei grandi piazzali del terminal sull’area di 32 ettari dell’ex Alumix, sono state utilizzate 150 mila tonnellate di calcestruzzo demolite dall’ex fabbrica e mai finite in discarica. Per evitare che i traghetti in sosta sulle banchine e i camion frigoriferi parcheggiati sul piazzale in attesa dell’imbarco, tengano i motori accesi inquinando l’aria, è stato predisposto un sistema «cold ironing», ovvero prese elettriche collegate ai pannelli fotovoltaici montati sugli edifici che permetterà di ridurre le emissioni di polveri sottili e abbattere quelle di Co2. Rilevante è stato il costo della «più grande bonifica realizzata in Europa che ha comportato, tra l’altro, il recupero e smaltimento in sicurezza di 32mila tonnellate di amianto con 6mesi di lavoro, utilizzando 23mila sacchi portati in Germania perché in Italia non ci sono siti adatti per lo stoccaggio di questi materiali. Per le bonifiche sono stati spesi 8 milioni di euro a carico dell’Autorità Portuale di Venezia (4 milioni) e grazie a fondi dell’Unione Europea (gli altri 4 milioni).

 

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