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DOMANI LA PROTESTA – No Grandi Navi tutto il giorno alla Marittima

Il Comitato convoca tutti alla Marittima: «Staremo lì fino a sera». Esposto alla Corte dei Conti per l’indagine sul Mose

Presidio contro le grandi navi. Ma anche contro le grandi opere e la corruzione dilagante. Il Comitato «No Grandi Navi-Laguna bene comune» annuncia nuovi esposti alla Procura sul filone Mose e convoca tutti per sabato mattina in Marittima. Corteo che partirà alle 11 dalla Stazione e raggiungere il piazzale della Marittima attraverso il ponte di Calatrava e la Rampa Parisi. «Staremo lì per tutta la giornata, dovranno spostarci di peso», annuncia Tommaso Cacciari. E assicura: «Sarà una manifestazione non violenta, ma vogliamo esprimere il dissenso della città sull’arrivo delle grandi navi». Protesta che diventa ancora più attuale dopo la retata che ha portato in carcere 35 persone, con oltre cento indagati, per gli episodi di corruzione legati al Mose. «Abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti», «dice il portavoce Luciano Mazzolin, «chiedendo il sequestro dei beni per tutti i funzionari che hanno approvato il Mose pur in presenza di dubbi tecnici evidenti. Adesso presenteremo un nuovo dossier alla Procura perché sia aperto un altro filone di indagine sulle anomalie procedurali, e sono tante, usate per approvare la grande opera. Crediamo che abbiano una valenza anche penale, soprattutto alla luce dei nuovi fatti emersi». Il sistema delle grandi opere, secondo il Comitato «ha un filo comune». «Pensiamo ad esempio che il canale Contorta proposto dal Porto è stato progetto da una società consulente del Consorzio Venezia Nuova », continua Mazzolin, «presentato dal Magistrato alle Acque e potrebbe essere affidato alla Mantovani, primo azionista del Consorzio, mentre sono spariti i pareri favorevoli per gli altri progetti alternativi, quelli del Lido. Ci aspettiamo di vedere presto altri nomi iscritti nel registro degli indagati». Mazzolin se la prende anche con il procuratore aggiunto Carlo Nordio. Che nel corso della conferenza stampa sugli arresti aveva precisato che «il lavoro della Procura non è un’interferenza sul Mose, che anzi è un’opera di altissima tecnologia che onora l’Italia nel mondo». «Sulla base di quali indagini e di quali conoscenze tecniche il procuratore Nordio può affermare queste cose», dice Mazzolin, «proprio quando la Corte dei Conti e molti esperti indipendenti sono giunti a conseguenze opposte? La Guardia di Finanza ha fatto un grande lavoro, ma queste affermazioni del procuratore non le condividiamo». «Teniamo gli occhi aperti anche sui grandi progetti legati alle grandi navi », dicono i comitati, «vogliamo evitare di trovarci tra qualche anno di nuovo in questa situazione ». Bandiere esposte davanti al municipio, volantini e dossier distribuiti. Per preparare la grande la manifestazione di domani. Clima che si riscalda, mentre le associazioni favorevoli alle crociere, i Cruise Venice, pubblicano inserzioni a pagamento invocando la «libertà di movimento all’interno della Marittima». La battaglia contro le grandi navi in laguna – e contro i nuovi canali – è ormai legata a quella sulla «pulizia» invocata per il sistema Mose. «Da anni denunciamo questo malaffare, legato alla mancanza di controlli e alla concessione unica», dice il verde Beppe Caccia, «è il momento di cambiare». «Cambiare» è la parola d’ordine anche per Sebastiano Bonzio, capogruppo della Sinistra, per Renzo Scarpa (gruppo Misto) e Jacopo Molina (Pd). «Anche la giunta Orsoni », dice Molina, «è giunta al capolinea. Al sindaco auguro di poter dimostrare la sua innocenza, ma Orsoni appartiene al passato. Adesso è il momento di rottamare la vecchia classe politica e di cambiare».

Alberto Vitucci

 

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