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IL CASO «Io, pendolare senza più treno ho dovuto cambiare casa»

INCHIESTA Entrato in vigore l’orario estivo, nuovi disagi per i pendolari

MESTRE – «Per colpa dei treni sono stata costretta a cambiare casa».
Tra le testimonianze dei pendolari che viaggiano con il treno delle 5,45, quella di Elisa è la più eloquente. Fino a qualche settimana fa abitava a Quarto d’Altino, vicino al figlio e al nipote, e prendeva il treno ogni mattina per andare all’ospedale civile di Venezia dove lavora come infermiera. La corsa è quella che, dal lunedì al venerdì, parte da Portogruaro alle 5.06 e transita per Quarto d’Altino alle 5.45 per poi continuare fino a Mestre. Ed è proprio quel treno, su cui secondo i dati della Regione viaggiano circa 70 persone, che da oggi è sospeso per l’avvio dell’orario estivo in vigore fino a settembre.
«Prima lo prendevo alle 6 e poi era stato anticipato alle 5,45, ma era un disagio continuo – racconta Elisa -. Ritardi, cancellazioni e incertezze continue». Per il ritorno la stessa storia. «Io faccio il turno giornaliero ma spesso, se c’è utenza, dobbiamo fermarci ad oltranza anche alla fine del nostro orario. Io invece ero costretta a scappare e correre in stazione, ma a volte arrivavo lì e scoprivo che il treno era saltato o sarebbe arrivato in ritardo. E così dovevo chiamare qualcuno per andare a prendere mio nipote all’asilo». Alla fine la decisione drastica: «Lavorando in ospedale non potevo più continuare a fare questa vita, così ho deciso di lasciare la mia casa a Quarto d’Altino, dove vive uno dei miei figli e mio nipote, e di spostarmi a Mestre».
Con l’orario estivo, il taglio di treni utilizzati dai lavoratori è solo uno dei disagi per i quali i pendolari protestano da mesi. I comitati hanno organizzato numerose manifestazioni a Mestre, a Venezia. Sabato scorso l’ultima, in stazione a Quarto d’Altino, dove alcuni pendolari dai comitati di Quarto e del Veneto Orientale si sono incatenati uno all’altro per protestare contro l’orario cadenzato.
Chi non può fare scelte drastiche come quella di Elisa è costretto ad adattarsi. Ma deve rincorrere i treni, stare attento ai cambi di orario o prenderli in anticipo e fare lunghe attese per non rischiare ritardi e cancellazioni. «Mio figlio ha iniziato uno stage a Mestre – racconta Anna -. Ma, con questo orario che dovrebbe essere cadenzato, è costretto ad andare via presto e poi passare più di un’ora a casa di qualcuno per essere sicuro di arrivare al lavoro in tempo».
«Io prendevo il treno del mattino, ma ora ho smesso perché mi facevo il sangue amaro – aggiunge Loriana Spinadin di Quarto -. In una città turistica come Venezia si lavora sette giorni su sette e non è possibile avere i treni solo dal lunedì al venerdì. Per fare un nuovo orario bisognerebbe consultare anche i lavoratori e, invece, adesso ci ritroviamo con tre treni in un’ora in alcune fasce orarie, e con dei buchi di due o tre ore per le manutenzioni che invece dovrebbero fare di notte».
«Quello del sabato e la domenica è uno dei problemi principali – conclude Gianni Foffano, un portavoce del Comitato dei pendolari di Quarto -. Io lavoro a Burano e con tanti altri pendolari prendo il treno delle 4,11. La corsa però è prevista dal lunedì al venerdì così, nel fine settimana, siamo costretti a prendere la nostra automobile».
Giovedì per tutti i pendolari c’è in programma un nuovo incontro organizzato dai Giovani Democratici di Quarto d’Altino, alle 20,30 al centro civico comunale.

Melody Fusaro

 

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