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Marcon. Sono state incenerite 86 tonnellate di pentasolfuro, ieri i camion ne hanno caricate altre 14. Il sindaco Follini: «Sito bonificato entro il 2014»

MARCON Ha lasciato ieri i cancelli dell’ex Nuova Esa di Marcon l’ultimo camion carico di fusti del nocivo “pentasolfuro di fosforo”, identificato come prioritario allo smaltimento da parte di Arpav e dal comando provinciale dei vigili del fuoco dopo l’incendio avvenuto nel giugno 2012. Ieri pomeriggio ad assistere all’evento erano presenti, tra gli altri, il sindaco di Marcon, Andrea Follini, assieme agli assessori alla Protezione civile e all’Urbanistica, Mauro Scroccaro e Guido Scroccaro, il sindaco di Mogliano, Carola Arena, il dirigente regionale settore Ambiente Alessandro Benassi e il direttore di Veneto Acque Alberto Vielmo. Attualmente sono state incenerite 86 tonnellate di pentasolfuro, suddivise tra l’impianto del gruppo Hera-F3 di Ravenna e l’impianto Mida di Crotone, dove sono diventate energia elettrica. Ieri pomeriggio di tonnellate ne sono partite altre 14, le ultime destinate al centro di smaltimento di Crotone che provvederà alla termodistruzione entro il 30 luglio per un totale di 100 tonnellate di pentasolfuro, tante ce n’erano all’interno del cosiddetto capannone“C”. «Si è giunti a questa positiva conclusione grazie anche ad aziende che hanno al loro interno personale altamente qualificato», spiega il Comune, «i dipendenti di Cfm Srl di Marghera, ditta che ha strutturato l’intera fase cantieristica, coadiuvati da Mauro Begato, un’attenta direzione lavori sotto il chimico ambientalista Stefano Raccanelli e la verifica del coordinatore alla sicurezza Francesco Chiacchiaretta, i quali hanno portato a termine un’operazione tutt’altro che facile. Gli stessi ora stanno seguendo anche la messa in sicurezza dei restanti rifiuti, la quale stabilizzerà il pericolo per l’incolumità pubblica ». Veneto Acque lavora per presentare alla Regione e ai Comuni di Marcon e Mogliano il piano di smaltimento per i restanti rifiuti. «L’obiettivo », spiega Follini, «è fare in modo che entro il 2014 il sito sia definitivamente pulito. Veneto Acque ha avuto sul groppone un intervento delicato, che ha svolto in modo esemplare. Adesso la messa in sicurezza continuerà fino a fine estate, poi si dovrà portare via il resto, fermo restando che a luglio ci sarà una nuova tappa in tribunale legata alla gestione del sito». I milioni a disposizione stanziati dalla Regione sono due, ne sono stati spesi circa 500 mila. «D’ora in poi, al contrario di chimiha preceduto», commenta il sindaco di Mogliano, Carola Arena, «ci saremo e saremo presenti nello spirito di collaborazione nel quale crediamo».

Marta Artico

 

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