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Valsugana & mazzette, per i sindaci i primi riscontri ai loro dubbi

Le rivelazioni dell’ex manager Buson sui soldi per “oliare” il project financing: Ferazzoli chiede alla Regione di fare chiarezza sugli iter delle approvazioni

SINDACI IN ALLARME – Le notizie danno corpo ai timori degli enti locali

GOLA PROFONDA – Inchiesta Mose, spunta la pista degli “altri” project

VALBRENTA Le rivelazioni sulle inchieste veneziane aprono scenari che riguardano anche la statale 47

FERAZZOLI «Occorre capire se gli iter sono stati viziati da “spinte” poco nobili»

Come riportato ieri dal Gazzettino, le rivelazioni di Nicolò Buson, ex manager di Mantovani, aprono scenari preoccupanti sulle grandi opere. Nove progetti di finanza, tra cui la Nuova Valsugana, sarebbero stati “incoraggiati” da una provvista di 800 mila euro di mazzette predisposta da Piergiorgio Baita. Racconta Buson, braccio destro di Baita per quanto riguarda i «finanziamenti», che quei soldi erano ritenuti necessari per la “sistemazione” di alcuni project financing in corso di approvazione, o di esame, da parte delle competenti autorità regionali. Dichiarazioni e fatti che, ovviamente, dovranno essere verificati e comprovati dalle indagini in corso, ma che, altrettanto ovviamente, richiedono un’attenta valutazione di come si è svolto l’iter per arrivare all’approvazione dei progetti sotto la lente degli inquirenti.
Notizie e anticipazioni che avvalorano però il campanello d’allarme che ha indotto il presidente dell’Unione Montana Valbrenta, Luca Ferazzoli, anche a nome anche dei sindaci di San Nazario, Valstagna, Campolongo, Solagna, Pove e Cismon, a scrivere proprio in questi giorni al presidente del Consiglio Matteo Renzo e al Governatore Veneto Luca Zaia per chiedere che sia fatta chiarezza in merito anche al proiect financing della Nuova Valsugana.
«Non è certo compito di noi amministratori locali giudicare, né prendere posizione in merito alle azioni della magistratura – ribadisce Luca Ferazzoli – ma pare evidente, a questo punto, che anche il project financing della Nuova Valsugana debba essere oggetto di attenta valutazione in relazione al fatto che alcune strutture amministrative e alcuni soggetti risultano a vario titolo indagati a Venezia. Se dovesse emergere che qualcuno è stato pagato per “spingere” qualche progetto, dovrebbero essere riconsiderati tutti i pareri e le valutazioni che hanno portato all’approvazione del progetto e alla sua dichiarazione di pubblico interesse. A prescindere dall’indagine in corso è auspicabile una commissione d’inchiesta regionale che verifichi e avvalli la regolarità dell’iter, perché è impensabile realizzare un’opera che nessuno vuole e spropositata rispetto alle esigenze del territorio».

Roberto Lazzarato

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