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DOLO Si fa sempre più flebile la speranza di mantenere a Dolo l’ufficio del Giudice di pace. Scadrà sabato il termine entro cui i sindaci dovranno comunicare al Ministero della Giustizia se in grado di sostenere con proprie risorse i costi dell’ufficio giudiziario. In caso contrario inizierà l’iter per l’accorpamento con la sede centrale. Questo prevede che l’ufficio dolese rimanga aperto fino al 29 ottobre per svolgere solo le udienze già fissate. Nell’ultimo periodo la Conferenza dei sindaci, presieduta da Giampietro Menin (Camponogara), aveva interpellato il presidente del Tribunale di Venezia e proposto un quesito alla Corte dei Conti sulla fattibilità dell’impegno degli enti locali al cofinanziamento del personale per il Giudice di pace. Il problema dei Comuni è che non possono, causa il patto di stabilità, far fronte alle spese del personale e dell’ufficio come previsto dal decreto ministeriale. Le spese stimate sono di circa 134 mila euro l’anno, di cui 95 mila euro per il personale, che andrebbero spalmate tra i dieci Comuni della Riviera a seconda degli abitanti. Sulla questione critica è la Camera degli Avvocati di Riviera e Miranese che da tempo si batte per mantenere l’ufficio a Dolo: «Siamo delusi perché non abbiamo ricevuto nessuna informazione da parte dei sindaci», spiega il presidente Michele Zatta, «nemmeno le lettere che abbiamo inviato hannosortito effetto».

Giacomo Piran

 

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