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QUARTO D’ALTINO. La polizia municipale sta controllando le attività sul rispetto dei regolamenti

«Basta bere il caffè nei bar che hanno le macchinette»

QUARTO D’ALTINO – «Non vado più a bere il caffè nei bar che hanno le slot». Una piccola battaglia personale, quella della sindaca di Quarto d’Altino, Silvia Conte, che ha deciso di sostenere, anche con il solo euro di un espresso, le attività che hanno deciso di rinunciare alle macchinette. L’intero consiglio comunale di Quarto, dal 2012, si è espresso più volte contro le macchinette, accusate di prosciugare le finanze dei soggetti più deboli.
«Non possiamo vietarle perché le licenze non dipendono dal Comune ma sono liberalizzate – spiega la sindaca – quello che siamo riusciti a fare è stato solo dotarci di un regolamento che metta qualche piccolo limite anche se abbiamo pochissimi margini, dando ad esempio indicazioni sulle strutture e sulla distanza dalle scuole». Sul tema delle macchinette il consiglio comunale si è già espresso più volte, prima con il regolamento, approvato a dicembre 2012 e poi, ad aprile, con la delibera sull’adesione al «Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo»: con una raccolta firme i Comuni vogliono chiedere una nuova legge nazionale che dia ai sindaci il parere preventivo e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo. La proposta è stata votata dal consiglio di Quarto all’unanimità. «Come amministrazione dobbiamo poter scegliere che tipo di sviluppo dare al nostro paese. Noi, a Quarto, puntiamo sul turismo e su un’altra qualità di vita – conclude la sindaca – è dimostrato che dove c’è denaro facile è più frequente la presenza di microcriminalità, un problema che si aggiunge a quello delle persone che hanno delle patologie legate al gioco. In altri paesi europei c’è la possibilità di utilizzare il sistema dei casinò, chiedendo una tesserina di identificazione che permette di individuare un giocatore patologico e quindi di impedirgli di giocare.
In Italia i gestori non lo fanno ma non voglio criminalizzarli, perché non sono tenuti a farlo e stanno solo rispettando le regole».
Proprio in questi giorni gli agenti della polizia municipale stanno facendo controlli sulle attività che hanno installato le macchinette per verificare se è stato rispettato il regolamento comunale.
Dai controlli non sono emerse irregolarità che prevedono una sanzione ma sono state solo richiesti alcuni «aggiustamenti», ad esempio nella divisione tra area giochi e area bar o nelle indicazioni dei divieti.

Melody Fusaro

 

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