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AEV TERRAGLIO – L’appello del Comitato Borgo Pezzana dopo il via libera alle torri (ribassate) del Lando

Lando abbasserà le quattro torri da 75 a 41,2 metri e le sposterà a una trentina di metri di distanza dalle case di via Borgo Pezzana, questo aveva annunciato a metà maggio l’assessore all’Urbanistica Andrea Ferrazzi. Ora l’assessore e la Giunta non ci sono più ma il progetto del gruppo specializzato in ipermercati rimane intatto. Per ciò il Comitato dei residenti della zona, oltre a ringraziare l’ex assessore e i suoi tecnici per la sensibilità e la disponibilità dimostrate, si dice amareggiato per il fatto che un semplice cittadino trovi mille ostacoli nell’ampliare la propria casa (specie per il doveroso rispetto di altezze e distanze dai fabbricati vicini), mentre chi investe nelle aree di sviluppo non ne trova nessuno. L’area in questione è l’Aev Terraglio e, a parte il fatto che ormai è anche mezza residenziale, è diventata ciò che tutti vedono: un posto ingolfato di centri commerciali, una miriade di negozi e l’ospedale. «Nonostante il suo assessorato fosse all’Urbanistica, Ferrazzi è sembrato più una vittima che il carnefice dello scempio nel “selvaggio Ovest” del Comune di Venezia, che sta divenendo un ammasso di superflue cattedrali commerciali, nate su un territorio le cui infrastrutture viarie sono inadeguate a sostenere i già pesanti flussi di traffico» afferma il Comitato cittadini Borgo Pezzana. I ringraziamenti, insomma, sono sinceri anche se forse sarebbe stato meglio spostare le torri direttamente dentro al perimetro dell’Aev, «e dedicare quello spazio ad area al servizio di un quartiere tanto vituperato, garantendo maggior qualità di vita a chi in quella via ci vive da sempre». Per il resto, a quanto pare, si può fare ben poco: «Il Comune, pur capendo le esigenze dei cittadini e facendosi nostro portavoce, si è detto impossibilitato a imporre scelte urbanistiche diverse perché oltretutto, ci è parso di capire, la Provincia ha già autorizzato la Via del progetto (valutazione ambientale), anche se a dire il vero la stessa Provincia si è dichiarata incompetente in merito. Non vorremmo scoprire alla fine che la responsabilità di questo scempio è della nostra vicina che, a 85 anni, ha “incautamente” venduto l’orto (lo 0,3% della superficie dell’area) per poter disporre delle risorse necessarie a risanare la propria casa». Il Commissario del Comune potrà fare qualcosa?

(e.tre.)

 

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