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Nuova Venezia – Sartori, addio immunita': scatta l’arresto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

giu

2014

Sartori, addio immunità: scatta l’arresto

Orsoni a processo, si andrà verso la prescrizione

Dopo il patteggiamento negato dal giudice, l’ex sindaco Giorgio Orsoni andrà probabilmente a processo per finanziamento illecito di un partito. Il reato, però, risale a cinque anni fa e dopo sette anni e mezzo andrebbe in prescrizione.

Domani decade da europarlamentare e la Procura le notificherà il provvedimento. Orsoni, processo e prescrizione?

VENEZIA Tangenti e Mose, è la settimana di Lia Sartori e dell’interrogatorio dell’imprenditore Alessandro Mazzi. Il veronese, da sempre legato a Gianni Letta e personaggio temuto anche da Giovanni Mazzacurati, nonchè vice presidente del “Consorzio Venezia Nuova”. Martedì sera, o al più tardi mercoledì mattina, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia notificheranno a Lia Sartori, il provvedimento degli arresti domiciliari. Misura prevista nell’ordinanza che ha portato in carcere, il 4 giugno, politici, funzionari pubblici e imprenditori coinvolti in questa nuova tangentopoli veneta. La Procura di Venezia, nel frattempo, è soddisfatta, degli esiti dei ricorsi presentati al Tribunale del Riesame, dai vari imputati. In sostanza a Palazzo di Giustizia, spiegano che tutto l’impianto accusatorio ha retto, soprattutto nei confronti degli imputati principali. La settimana che inizia oggi, come del resto quella appena terminata, è molto importante per il proseguo dell’inchiesta. Infatti domani sera, o al massimo mercoledì mattina, sarà notificato all’ex eurodeputata Lia Sartori, il provvedimento degli arresti domiciliari. È stato possibile farlo solo ora perché l’esponente di Forza Italia, pur non essendo stata rieletta, gode fino a domani dell’immunità di parlamentare europea. Domani si insedia, infatti, il nuovo Parlamento Europeo e quindi i vecchi parlamentari decadono. Lia Sartori ha già annunciato di non voler fare più politica. A quanto pare una scelta che molti degli imputati di questa inchiesta hanno annunciato. Forse si tratta più di una strategia difensiva per creare le condizioni alla revoca delle misure cautelari, che un vero convincimento. Mercoledì il Tribunale del Riesame deciderà sul ricorso presentato dall’ingegnere Alessandro Mazzi, fino al momento dell’arresto vice Presidente del CVN e uomo temuto dallo stesso Mazzacurati. La Procura di Venezia indica in Mazzi un canale importante, se non il principale, di collegamento tra il sistema “tangenti-Mose” e gli ambienti politici romani. La Procura, per sostenere l’opposizione alla revoca della carcerazione, davanti al Tribunale del Riesame, molto probabilmente porterà nuova documentazione che riguarda pure altri imputati. Sempre mercoledì il Riesame affronterà la posizione di Alessandro Cicero, editore e direttore della rivista romana “Il Punto” e uomo vicino ai servizi segreti. Sarebbe stato lui a mettere in contatto il generale della Guardia di Finanza in pensione, Emilio Spaziante e Piergiorgio Baita, con lo scopo di consentire alla Mantovani di avere informazioni sulle indagini in corso. Riguardo gli altri imputati che sembrano uscire dall’inchiesta, o quantomeno da sotto i riflettori della cronaca giudiziaria quotidiana, da un punto di vista della contestazione degli episodi non è cambiato nulla, perché il quadro indiziario ha retto. A cominciare dall’ex sindaco Giorgio Orsoni che ha dichiarato di voler essere processato evitando di chiedere il patteggiamento, come ha fatto mentre si trovava ai domiciliari. Se da una parte dice di volere il processo in aula per potersi difendere, dall’altra parte è anche vero che di sicuro il processo porterà ad una scadenza dei termini. Infatti gli episodi di finanziamento illecito dei partiti che gli vengono contestati risalgono a oltre cinque anni fa. Reato che viene prescritto dopo sette anni e mezzo. Anche se in primo grado fosse condannato, in appello arriverebbe la prescrizione del reato.

Carlo Mion

 

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