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TRIESTE – Dopo anni di battaglie, incursioni da parte dei disobbedienti nei campi di Giorgio Fidenato, che pervicacemente ha sempre continuato a seminare il mais Mon 810 ripartendo ogni volta da capo, spendendo migliaia di euro di carte bollate e avvocati, ora il Friuli Venezia Giulia può chiamarsi una regione ‘Ogm free’. Se l’Italia ancora non ha saputo darsi una legislazione chiara in materia accontentandosi di un tiramolla normativo, la Regione Fvg è stata pioniera ed ha deciso nel marzo scorso approvando in Giunta un disegno di legge specifico: No alle coltivazioni Ogm.
Ieri due vicende si sono abbattute su Fidenato con la forza di un ‘uno-due’ pugilistico. Da un lato l’Unione europea, dall’altro il Tar Fvg hanno messo fine alla sua attività . L’assenza di osservazioni da parte dell’Unione Europea a quel disegno di legge approvato dalla Giunta Fvg, è stata la prima. Da Trieste tre mesi fa l’incartamento era partito per Bruxelles: dopo tre mesi alla documentazione non è stato toccato alcunché. Per la norma del ‘silenzio-assenso’, significa che non ci sono obiezioni e che la norma può essere promulgata. Non trascorre un’ora che si diffonde un’altra notizia che suona ‘tombale’ per l’Ogm di Fidenato: il Tar del Friuli Venezia Giulia respinge la richiesta dello stesso coltivatore che invocava la sospensione delle ordinanze di rimozione della coltura di mais Mon 810 in atto sui propri appezzamenti.

 

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