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Gazzettino – Padova. Ospedale, quel no al restauro.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

lug

2014

PADOVA – Un rapporto di 180 pagine, recepito dalla Regione, promuoveva la creazione di un nuovo nosocomio

Nuovo ospedale di Padova: qualcuno ricorderà ai padovani, e non solo, che ristrutturare il nosocomio esistente anziché costruirne uno nuovo in un’altra area, è stato sconsigliato dai tecnici? E non tanto dal punto di vista economico, visto che i costi più o meno si eguagliano: sono stati soprattutto i tempi di restauro (20 anni anziché 10) e i disagi (ritenuti “molto consistenti e prolungati”) a far concludere che forse è meglio costruire una nuova struttura e lasciar perdere l’idea di portare i cantieri dentro l’ospedale, con la scontata conseguenza di spostare per quattro lustri sale operatorie, ambulatori, pazienti.
Il tema tiene banco nella Città del Santo, visto che il nuovo sindaco leghista Massimo Bitonci sin dalla campagna elettorale si è detto contrario alla costruzione del “Nuovo Polo della salute”, sposando l’idea della ristrutturazione dell’esistente struttura di via Giustiniani. Ma l’argomento tiene banco anche in Regione, non fosse altro perché se il Comune di Padova ritira la disponibilità dell’area dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale e soprattutto non paga come da accordi gli oneri di urbanizzazione (stimati in 55 milioni), è evidente che l’intera partita salta. Il passaggio con il Comune di Padova, come ha sottolineato l’altro giorno il governatore Luca Zaia annunciando la convocazione del tavolo con tutti i soggetti coinvolti entro il mese, è dunque fondamentale. E sarà a quel tavolo che, giocoforza, si dovrà rispolverare il parere degli esperti.
Stiamo parlando di un malloppo di 180 pagine redatto nel luglio 2011 e recepito dalla giunta regionale il successivo mese, quando venne definitivamente cassato il “Patavium” (2mila posti letto, costo totale 1 miliardo 750 milioni, un intervento pensato nel 2008 all’epoca della presidenza a Palazzo Balbi di Giancarlo Galan) per un intervento meno faraonico (posti letto ridotti a 900, costo dell’opera 600 milioni). Ma che tipo di ospedale venne approvato dalla giunta regionale nell’estate di tre anni fa e subito dopo dai cosiddetti “enti sottoscrittori”, cioè, oltre alla Regione, Asl, Università, Comune, Provincia e Istituto Oncologico? E qui torna in ballo il lavoro degli esperti, un dossier che la nuova amministrazione padovana evidentemente non ha ancora visto. Nel “Piano di fattibilità per il nuovo ospedale di Padova”, il gruppo di lavoro composto dal preside della facoltà di Medicina Giorgio Palù, dal direttore dell’Asl Adriano Cestrone, da dirigenti regionali e dall’Arss, esamina tre ipotesi: 1) il mantenimento della struttura esistente, 2) la ristrutturazione e razionalizzazione dell’ospedale esistente; 3) la realizzazione di un nuovo ospedale in un nuovo sito in sostituzione della struttura attuale.
La prima ipotesi verrà di fatto scartata perché non in linea con le previsioni del Piano socio sanitario. Così il confronto si fa tra la seconda e la terza ipotesi. Gli esperti dicono che ristrutturare l’attuale ospedale richiede investimenti per 550 milioni di euro, che servono 20 anni di lavoro “in quanto si deve tenere in considerazione lo spostamento temporaneo ma continuo dei servizi per mantenere l’operatività dell’ospedale, con evidenti complessità e disagi organizzativi e per gli assistiti”. I posti letto sarebbero 970: meno per le basse specialità, di più per le alte. Dal punto di vista economico, una calo di ricavi per 50 milioni e costi per 37 milioni.
La terza ipotesi è il nuovo ospedale da 970 posti letto. Costi: 600 milioni compreso il rinnovo del parco tecnologico, più 50 milioni per mantenere nel frattempo il vecchio ospedale. Tempi: 10 anni. Dal punto di vista economico, stessi dati dell’ipotesi numero 2. “Tuttavia – recita il dossier – rispetto all’alternativa 2, una nuova struttura ospedaliera consente ulteriori riduzioni nei costi fissi di struttura (manutenzioni e personale) stimati per ulteriori 8 milioni”.
Letta l’analisi dei tecnici, comparati i dati economici e finanziari, la durata dei cantieri e i disagi, tre anni fa gli “enti sottoscrittori” decisero di accantonare l’affascinante idea della ristrutturazione e iniziare l’iter per un nuovo ospedale in una nuova area. Adesso il nuovo sindaco di Padova dice no. In commissione gli altri sottoscrittori cosa diranno?

 

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