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In consiglio comunale a Mirano cresce la rabbia contro la Regione

Un mese e poi le proteste. I comitati: «Scopriranno che siamo un nodo viario»

MIRANO – Zaia manda i tecnici nella tana del lupo e se ne sta lontano, Pavanello li rinvia dal governatore con la minaccia di bloccare strade e far partire la causa legale per il mancato rispetto degli accordi. È il film del Consiglio comunale aperto sull’accordo di programma del Passante, che martedì sera, di fronte a una cinquantina di rappresentanti dei comitati cittadini per la viabilità e il territorio, si è risolto con l’ennesimo buco nell’acqua. Una mazzata per il già delicato rapporto tra cittadini e politica. L’impressione però è che stavolta sia davvero finito il tempo delle parole: i cittadini escono arrabbiati e stanchi dell’ennesimo valzer di parole per sentirsi dire che soldi non ce ne sono, neanche per far rispettare gli accordi messi nero su bianco. La politica se ne guarda bene di entrare nel girone infernale degli scontentati del Passante: a Mirano Luca Zaia manda al suo posto il dirigente ad interim del Dipartimento regionale trasporti Mariano Carraro. Tocca all’ingegnere raccogliere la rabbia del comune più bistrattato, che dopo oltre 5 anni ancora non ha visto (a parte 387 mila euro per asfaltature) un solo euro dei 19 milioni promessi per opere complementari e di mitigazione. Il suo mandato appare subito chiaro: dire ai miranesi che gli accordi sono ancora validi, ma le disponibilità di bilancio sono cambiate. «Per crisi e per obblighi di patto di stabilità, il bilancio regionale è un po’ come quello dei comuni», spiega Carraro, «i 19 milioni non sono ancora stati messi a bilancio ed è un problema che riguarda anche altri accordi, ma questa non è una scusante. Bisogna farvi fronte, la Regione lo sa e sa che Mirano è in sofferenza per inquinamento e viabilità». Per i comitati il «farò presente agli organi decisori» di Carraro è però l’ennesimo rinvio all’arrivo dei fondi promessi e molti non la prendono bene. Il sindaco Maria Rosa Pavanello, dopo il dibattito, è chiara: «Finora il Comune non ha usato strumenti legali, ma se non avremo le risposte, d’accordo con i comitati, li useremo e presto. Dal punto di vista giudiziario abbiamo enormi possibilità di avere ragione». Toccherà al Comune, che ha in mano già un parere a riguardo. I comitati spingeranno però per andare oltre: «Era l’ultima possibilità», prosegue il sindaco, «credo non riusciremo più a fermare manifestazioni, anche molto impattanti, in grado di bloccare infrastrutture fondamentali per l’intera regione. Siamo un nodo viario ». Come dire: attenti a tirarla per le lunghe. Carraro incassa. A fine seduta afferma: «Solleciterò il collegio di garanzia per il rispetto degli accordi». Venti giorni, un mese al massimo. Poi la parola, e non solo, passerà ai comitati.

Filippo De Gaspari

 

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