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QUARTO D’ALTINO – Ancora ritardi lungo la linea Venezia-Trieste. Ieri mattina pendolari, turnisti e semplici turisti che dormono nella vicina Quarto d’Altino non hanno avuto vita facile per andare al lavoro a Venezia. «Ennesimi ritardi», spiega Luciano Ferro, portavoce dei pendolari altinati che fa parte anche del gruppo del Veneto Orientale, «il solito treno che utilizziamo per andare al lavoro e che proviene da Trieste e doveva arrivare a Quarto alle 10.55 aveva 35 minuti di ritardo. In mattinata ne sono stati soppressi due. Ad un certo punto, stufi e stanchi di attendere inutilmente, abbiamo chiesto se potevamo salire su un Freccia Bianca arrivato alle 11.15, data l’emergenza, ma ci è stato risposto di no. Il che è assurdo in questi casi. Il nostro treno non arriva e non possiamo salire sugli altri?Una volta montati sul treno,dopotutto il ritardo, il convoglio che ci ha portati aveva anche una porta di un vagone chiusa e fuori uso: ma è possibile? Ok, c’erano stati dei problemi con il maltempo a Trieste, ma evidentemente qualche cosa che non funziona e che non va c’è, e noi è troppo tempo che lo diciamo ». E ancora: «Vogliamo un servizio migliore, un servizio che funzioni. Non possiamo sempre aspettare e sperare che ci vada bene, confidare nel fatto che non ci siano guasti, soppressioni, per non parlare dei treni e delle corse che ci hanno tagliato. Già è difficile così com’è, già il fine settimana dobbiamo usare l’auto, che dobbiamo fare?». Ferro Conclude: «Sul treno che abbiamo preso oggi (ieri) non funzionava neanche il climatizzatore, dentro c’era un caldo atroce e i finestrini erano chiusi a chiave. Mi domando: ma cosa lo paghiamo a fare l’abbonamento?».

Marta Artico

 

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