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Blocco del cracking, i sindacati ricordano all’azienda: «Gli accordi si rispettano»

Comparto logistico in sciopero fino al 18 luglio. Bettin: «Il governo intervenga»

«Nell’incontro che si terrà il prossimo 18 luglio a Roma con le segreterie nazionali ed i delegati di tutta Italia, la nostra posizione sarà di totale chiusura verso ogni soluzione che penalizzi Marghera». Per la Raffineria Eni gli accordi vanno rispettati, dicono le segreterie territoriali di Filctem Cgil,FemcaCisl e Uiltec Uil. Sì al tavolo governativo ma anche la necessità di incontri urgenti con Regione, Prefetto, commissario comunale e Ministero dell’Ambiente per chiarire la posizione di Eni e del nuovo amministratore delegato Descalzi. Escatta la protesta. «I delegati del coordinamento Eni di Marghera, con la piena condivisione delle segreterie territoriali, dichiarano che per ottemperare a quanto sottoscritto il 10 febbraio scorso sulla chimica verde di Versalis, che prevedeva la fermata dell’impianto del cracking fino al 18 agosto e la realizzazione di investimenti per circa 200 milioni di euro nella chimica verde, non accetteranno ulteriori rinnovi della cassa integrazione e che quindi tutti i lavoratori rientreranno al lavoro il prossimo 3 agosto», dicono i sindacati. E ancora scioperi. «Da subito si avvieranno le procedure di raffreddamento previste per legge per la Raffineria di Venezia e per la parte chimica di Eni», proseguono. Dalle 6 di oggi «si abbasserà la portata della pipeline dell’etilene a 29 tonnellate l’ora fino a nuova comunicazione » e da oggi al 18 luglio nel turno 6-14 scatta lo sciopero dell’intero comparto logistico. Per l’ex assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin «se la nuova dirigenza Eni dovesse davvero tradire gli impegni assunti in questi anni per riconvertire e rilanciare la presenza di un’industria chimica sostenibile e innovativa a Porto Marghera si comporterebbe come certe aziende chimiche del passato lontano e recente hanno fatto, distinguendosi per un’azione meramente speculativa ai danni di lavoratori e territorio ». Bettin ricorda il lavoro fatto dal Comune per il rilancio di Marghera e l’appoggio ai piani di bioconversione della raffineria: «La «possibile marcia indietro, con l’abbandono di impianti strategici, tradisce tutto questo. Il vuoto politico-istituzionale, seguito allo scioglimento dell’amministrazione comunale, sta complicando gravemente le prospettive. Occorre che, nel vuoto locale (che deve finire al più presto, tornando al voto e restituendo rappresentanza e guida alla città), agisca intanto il governo senza ripetere oggi l’ errore commesso negli anni ’80 quando, con la fine di ogni seria politica industriale, si abbandonò anche la chimica innovativa, la ricerca, per fossilizzarsi sulla chimica di base, inquinante e rischiosa e senza prospettive sui mercati. Ci sono ancora le condizioni per una svolta positiva, ma bisogna contrastare la tendenza liquidatoria di Eni, che colpirebbe al cuore la città e le sue prospettive».

(m.ch.)

 

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