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La firma ufficiale del sodalizio tra sei enti locali del Miranese. Fuori Scorzè, da sempre contrario

NOALE – Domani nascerà l’Unione dei Comuni del Miranese. Dopo i dubbi, le polemiche, i favorevoli e i contrari e i dibattiti nei vari consigli comunali negli ultimi mesi, a Noale si firmerà l’atto costitutivo, il documento formale che sancirà la volontà di sei dei sette territori del comprensorio di portare avanti un percorso assieme. Resterà fuori la sola Scorzè, con il sindaco Giovanni Battista Mestriner che già nel suo primo mandato non solo si era detto contrario ma pure critico, definendolo «un piccolo baraccone dentro a uno più grande (Città metropolitana ndr)», senza cambiare neppure con la rielezione. E così, davanti al segretario generale di Noale Giovanni Zampieri, si presenteranno i suoi colleghi Monica Barbiero (Martellago), Maria Rosa Pavanello (Mirano), Alessandro Quaresimin (Salzano), Nicola Fragomeni (Santa Maria di Sala) e Silvano Checchin (Spinea) oltre alla padrona di casa di Noale, Patrizia Andreotti. Nascerà un nuovo soggetto giuridico, con l’obiettivo di gestire in forma associata alcune funzioni,puntando ai risparmi e a una maggiore qualità dei servizi erogati. Inoltre, il sestetto di sindaci è convinto che si potranno avere più opportunità, peso politico e anche ricevere in modo più agevolato maggiori fondi e finanziamenti da Bruxelles da trasformare in progetti concreti. I confini formerebbero un’area da 125 mila abitanti sparsi in 150 chilometri quadrati, che ne farebbero la quarta città del Veneto dopo Venezia, Padova e Verona. All’inizio l’Unione gestirà, in forma associata, le funzioni di protezione civile, polizia locale e messi ma in futuro se ne aggiungeranno delle altre. «Con questo atto», spiega Andreotti, «i singoli Comuni dell’Unione manterranno tutta la loro autonomia di scelta politica e di programmazione ma, allo stesso tempo, hanno maturato e condiviso la convinzione che sia necessario avere anche programmi e obiettivi collettivi in vari ambiti del servizio pubblico. Questa sinergia sarà il cuore dell’Unione, condividendo risorse e mezzi ma, grazie alle professionalità dei funzionari e dei tecnici degli staff esistenti, si potranno ottimizzare i procedimenti facendo tesoro delle buone prassi in uso. Domani sarà una data storica per il nostro comprensorio, che si realizza, ci tengo ad evidenziare, anche grazie all’impegno del mio predecessore Michele Celeghin, che per primo ha creduto e sostenuto la nascita di questo ente».

Alessandro Ragazzo

 

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