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Gazzettino – Venezia. Vip schierati contro le grandi navi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

22

lug

2014

Da Calvin Klein a Jane Fonda: via le grandi navi da San Marco

Un appello a Renzi con 63 firme, fra cui premi Nobel, attori, stilisti: via quei mostri da San Marco

La contrarietà al passaggio delle grandi navi da crociera (lunghe ormai anche 330 metri) davanti a San Marco non è più solo un affare “interno” a Venezia. Preoccupati per i tentennamenti del Governo sulle possibili alternative e soprattutto per l’impasse politica che vede oggi la città senza un’amministrazione comunale eletta, è sceso in campo il fior fiore della cultura e del mecenatismo mondiale. Al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini è arrivato un appello breve, ma fermo, corredato da 63 firme di peso, tra le quali figurano premi Nobel, attori di Hollywood, stilisti, architetti, direttori di musei e istituzioni culturali e mecenati. Gente, insomma, che ama Venezia e contribuisce ogni anno alla sua manutenzione con un assegno complessivo valutabile in due milioni di euro.
«Chiediamo – è il succo dell’appello – che venga affrontato urgentemente il problema del passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca, mettendo fine per sempre a questo scempio che tocca il cuore di Venezia».
Primo firmatario è Umberto Marcello del Majno, presidente dei Comitati privati internazionali per la salvaguardia di Venezia, che dal 1966 contribuiscono affinché la città “sopravvissuta per più di 13 secoli alle inondazioni, alle pestilenze e ai conflitti” non rischi “di essere travolta dagli enormi transatlantici che la attraversano quotidianamente, indifferenti del possibile rischio che il loro passaggio implica”. Tra i sottoscrittori ci sono anche i direttori della Guggenheim di New York, del Belvedere di Vienna, della National Gallery di Londra, l’ex direttore del Louvre e della Fondazione del Museo Egizio di Torino. E poi, editori, scrittori e mecenati.
«Due anni fa – racconta Del Majno – avevo segnalato la questione al termine dell’assemblea annuale. A tutt’oggi vediamo che non si è fatto niente. Insomma, siamo preoccupati che questo problema sia tralasciato. Così, in un solo mese abbiamo raccolto queste firme in tutto il mondo. Non è stato difficile, perché la maggior parte di loro contribuisce a finanziare interventi in città».
Pragmatico, del Majno è a conoscenza del problema economico che potrebbe essere innescato dall’abbandono di una parte delle crociere: «Il problema delle aziende riguarda la politica – aggiunge – non si può per qualche migliaio di persone mettere a repentaglio una città patrimonio dell’umanità. C’è un margine per riassorbire questa occupazione, sono solidale con questi lavoratori, ma non posso lasciare che questa città venga distrutta».
Questa posizione trova una forte sponda nel Sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni: «Sono grata a questo appello – commenta – che stimolerà sicuramente il Governo ad intervenire. Un intervento forte non è più procrastinabile. Bisogna rendersi conto che Venezia non è una città come le altre e aver subito lo sviluppo delle crociere senza aver fissato un minimo di paletti è stata una scelta azzardata e incosciente».
Tra i firmatari, Francesca Bortolotto Possati, presidente dell’hotel Bauer di Venezia e membro del direttivo dei Comitati privati per la salvaguardia: «Qui – spiega – si parla solo di sicurezza. Navi grandi come quelle che vediamo ogni fine settimana non devono passare per San Marco. E poi – conclude – c’è anche una ragione estetica. Come si fa ad affiancare una città a misura d’uomo, a qualcosa più grande di essa? Venezia non è Lilliput».

Michele Fullin

 

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