Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

IL BILANCIO

Il maltempo continua a flagellare l’agricoltura. Danni milionari e frutta estiva sempre meno richiesta a causa delle basse temperature. Le stime di Coldiretti Veneto parlano di centinaia di milioni di euro nel giro di pochi mesi. Da Conegliano a Breganze, dal Garda alla Bassa Padovana, i chicchi di grandine non hanno risparmiato frutteti, vigneti ed ortaggi a pieno campo. Nel Vicentino sono stati destati svariati ettari di vigneti pregiati. È andata meglio al Bellunese, dove i danni sono soprattutto alle strutture. La conta, comunque, parla di percentuali di perdite di raccolto fino all’80%. Ringraziano le grandi colture (mais, grano, soia) che hanno bisogno di molta acqua, ma non così tanta da inzuppare i terreni. La grandine ha colpito varie volte e nello stesso punto, addirittura sei consecutive a Bussolengo. Gli imprenditori agricoli veneti sono i più assicurati in Italia, le compagnie rimborsano il valore di circa 400milioni di euro, ma non esiste ancora una polizza «salva reddito». Aumentano i costi di produzione e con la pioggia proliferano gli attacchi fungini ed occorre intervenire con agropresidi in maniera più intensa. Le basse temperature non incoraggiano di certo i consumi della frutta estiva: meloni, angurie e pesche soffrono di un eccesso di offerta. E cresce la preoccupazione anche per il futuro, in particolare per i raccolti delle colture di pregio come il radicchio rosso.
«Non bastavano i meteo-sciamani che per ogni week end sul nostro litorale hanno previsto nuvole trafitte da lampi quando nella realtà splendeva il sole. Ora ci si mette il maltempo vero». Marco Michielli, presidente di Confturismo-Confcommercio Veneto parla di perdite di 3 milioni di euro nelle sole strutture alberghiere del litorale per ogni giorno di pioggia.
Se si aggiungono i campeggi e villaggi turistici la cifra raddoppia. «Dopo un giugno buono sul piano delle presenze e dei fatturati, non vorremmo mai dover tracciare un bilancio diametralmente opposto per quanto riguarda luglio – dice Michielli – se la pioggia continua, per luglio si parlerà di fatturati in discesa del 20%”. Tutto questo mentre anche gli operatori degli stabilimenti balneari di tutto il nord, il più colpito dal maltempo, denunciano perdite fra il 30 e il 40%».

(M.C.)

 

Flagello d’acqua. Strade allagate

Fulmine su hotel

La pioggia torrenziale ha provocato danni in tutta la provincia, l’allerta durerà fino alle 14 di oggi. Code a Jesolo

A Venezia va a picco una barca

Bombe d’acqua nel Veneziano e decine di interventi dei vigili del fuoco in tutta provincia. Soprattutto sottopassi allagati a Mestre e Mira e rami spezzati in mezzo alle strade. A creare particolare allarme sono stati alcuni fulmini. Uno in mattinata a Santa Maria di Sala ha colpito la centrale dell’Enel all’interno dell’albergo “Villa Isabela” creando ingenti danni. Tanta paura e danneggiamenti anche nel pomeriggio in via Archimede a Trivignano dove un fulmine ha colpito un’antenna ed ha incendiato gli impianti elettrici di un gruppo di villette a schiera.

 

FLAGELLATI DALLA PIOGGIA – Violenti acquazzoni si sono abbattuti per tutto il giorno

L’allerta oggi fino alle 14

Allagamenti e alberi caduti. Il Veneziano va sott’acqua

Barca a picco nel capoluogo, a Mira pompe per liberare i sottopassi

Giornata di super lavoro per i vigili del fuoco che ieri hanno fatto decine e decine di interventi a Venezia e in tutta la provincia. Uno stato di allerta iniziato già in mattinata e che prosegue fino alle 14 di oggi: questo l’arco di tempo a rischio per il meteo. La prima ondata di chiamate è stata alla mattina a seguito del diluvio che si è scatenato poco dopo le dieci. E subito ci sono stati sottopassi allagati, rami pericolanti, scantinati in ammollo.
A Venezia una barca con motore è andata a picco nel Rio Madonna dell’Orto, ci sono state infiltrazioni in alcune abitazioni a Castello e un po’ di intonaco si è staccato da un palazzo in Campo San Luca. Un fulmine si è abbattuto sulla chiesa di San Barnaba facendo saltare la luce alla mostra su Leonardo e spavendando i presenti. Al Lido, allagato piazzale Santa Maria Elisabetta, con polemiche sui lavori in corso.
A Marghera i pompieri sono dovuti intervenire anche in via Casati per liberare alcune persone rimaste bloccate in un ascensore di un condominio andato fuori uso a causa di un black out. La bomba d’acqua della mattina ha poi spezzato rami che sono andati in mezzo alle strade in via Natisone e sempre a Marghera ci sono stati danni ad una casa disabitata di via Beccaria. Ancora rami in mezzo alla strada sulla Castellana, dove è andato sott’acqua anche il sottopasso, e sempre a Mestre ci sono stati allagamenti in viale Vespucci e in Romea alla nuova rotonda della Nave de Vero.
A Mira gran lavoro per la protezione civile sui sottopassi di Marano, sulla bretella Bacchin, sulla Miranese e in via Galvani. I due sottopassi allagati sono stati svuotati con le pompe, mentre in via Galvani c’è stato un nuovo reflusso delle acque nere della fognatura. Ancora alberi pericolanti a Rottanova di Cavarzere, a Campolongo Maggiore e a Quarto d’Altino. La situazione è diventata ancora più critica con l’insistente pioggia del pomeriggio. A Chioggia un fulmine ha centrato una colonnina dell’elettricità nel campeggio di viale Barbarigo e verso le 18 la zona di Ridotto Marino è finita sott’acqua così come ai bordi di Strada Fossetta c’erano trenta centimetri di acqua a causa delle fogne che non ricevevano. E sempre la pioggia potrebbe aver causato l’incidente, alle 13 e 30, che ha tenuto bloccata la Triestina a Ceggia. Un camion russo si è scontrato quasi frontalmente con un furgone Fiat Doblò che giungeva dal senso opposto che ha poi urtato contro una Fiat 500 ferma ad un semaforo. Qualche disagio per gli automobilisti, visto che la strada è rimasta chiusa per più di un’ora per i soccorsi ed il recupero dei mezzi. Ferite che non destano preoccupazione per i conducenti dei tre mezzi.
Infine in serata un fulmine ha centrato un’antenna di una serie di villette a schiera di via Archimede a Trivignano ed ha bruciato gli impianti elettrici. I residenti hanno visto delle fiammate uscire dalle prese della corrente e spaventatissimi sono usciti in strada. Ingenti i danni e grande anche la paura.

 

S.M. di Sala. Fulmine incendia centrale Enel dell’hotel: i titolari intossicati dal fumo

S.MARIA DI SALA – Marito e moglie, i titolari dell’albergo Villa Isabela di Santa Maria di Sala, finiscono in ospedale dopo aver inalato fumi tossici. È accaduto ieri lungo la via Noalese. Alle 8.45 del mattino un fulmine ha colpito la centrale dell’Enel che si trova all’interno della struttura alberghiera causando notevoli danni, oltre alla mancanza di corrente nella struttura stessa e nelle abitazioni vicine. Nel tentativo di spegnere il fuoco prima che sopraggiungessero i Vigili del Fuoco, come spiega uno dei figli del titolare «mia madre e mio padre – rispettivamente di 74 e 78 anni, titolari dell’hotel ndr – hanno imbracciato gli estintori e si sono avvicinati alla centrale che stava prendendo fuoco. Con loro – spiega il figlio – c’era anche un cliente dell’albergo ma questo ha fatto in tempo a tornare indietro, viste le fiamme. Mia madre e mio padre invece volevano provare a far qualcosa ma avvicinandosi hanno evidentemente respirato fumi tossici e sono finiti in ospedale». I coniugi sono stati trasportati d’urgenza al pronto soccorso e tenuti sotto osservazione per l’intera giornata. Il figlio preoccupato per lo stato dei suoi genitori e per i clienti dell’hotel dice: «Stamattina avevamo un gruppo di coreani, c’è stato forte scompiglio e tanta paura». Ad intervenire sul posto i volontari dei Vigili del Fuoco del Comando di Mirano e i tecnici dell’Enel che hanno lavorato tutto il giorno per riportare la situazione alla normalità. Il disagio ha coinvolto tutta la zona che dall’hotel arriva fino al Bar Todaro di Stigliano. (s.bet.)

 

CAVALLINO-TREPORTI – Il temporale ha creato lunghe code

Turisti a Jesolo, traffico in tilt

Piove, il traffico va in tilt. È la conseguenza del forte temporale che si è abbattuto su tutto il litorale. Pioggia intesa e temperature in ribasso che hanno convinto miglia di turisti ad uscire dai campeggi e mettersi tutti al volante contemporaneamente per raggiungere Jesolo. A questi vanno inoltre aggiunti tutti quegli ospiti che ieri terminavo le vacanze e per questo hanno optato per un rientro immediato visto il tempo poco clemente.
Facilmente immaginabile il risultato, con la viabilità in uscita da Cavallino-Treporti completamente bloccata per tutta la mattina e code lungo via Pordelio, via Baracca e sulla solita via Fausta dove la fila iniziava già da Ca’Ballarin.
Insomma, una mattinata infernale nella quale non sono mancati i disagi per chi doveva spostarsi per motivi di lavoro, oltre che per le corse del trasporto pubblico. Inevitabili le proteste dei cittadini, soprattutto residenti, ormai esasperati per una situazione che si ripresenta praticamente in ogni occasione di pioggia intensa.
«Eppure basterebbe poco per evitare tutti questi problemi – è il commento degli abitanti – ovvero mettere una pattuglia di agenti della polizia, a Jesolo, all’inizio di via Roma destra, in modo da deviare il traffico su viale Padania, una strada a doppia corsia che renderebbe più fluido il traffico. Probabilmente il problema non verrebbe risolto del tutto perché la coda si ripresenterebbe alla rotonda Picchi (dove anche ieri non sono mancati rallentamenti), la situazione però potrebbe migliorare almeno per chi deve spostarsi da una parte e all’altra del litorale».

Giuseppe Babbo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui