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Il presidente provinciale della Cia Paolo Quaggio fa il punto dopo un luglio mai così piovoso

MESTRE – Basse temperature e pioggia insistente e i rischi maggiori li corrono vigneti, soia e ortaggi. A tratteggiare questa pesante situazione per l’agricoltura è Paolo Quaggio presidente provinciale della Cia (Confederazione italiana agricoltori). «Quest’estate», spiega Quaggio, «è completamente anomala rispetto a quella degli anni passati. Anni in cui i periodi siccitosi erano diventati insistenti e rappresentavano una grave emergenza. A rimetterci sarà soprattutto la qualità del vino. Luglio per certi aspetti è sembrato essere in alcuni giorni ottobre o novembre, cioè autunno inoltrato. La pioggia è stata insistente non provocata dal classico temporale estivo, e le temperature hanno toccato in alcuni giorni i 17-18 gradi quando solitamente in questi ultimi anni le minime si aggiravano sui 24». Le zone a rischio per i vigneti sono quelle del Veneto orientale e della Riviera del Brenta. «La troppa acqua», dice Quaggio, «provocherà un vino di fatto senza molto grado. Non ci saranno problemi per le quantità ma per la qualità. I vigneti saranno a rischio di infezioni e malattie che proliferano in un ambiente e un terreno che resta umido per un tempo prolungato a causa delle piogge». A rischio anche le colture di mais e soia. «Da circa un quinquennio », spiega Quaggio, «per far fronte alla siccità e alle altissime temperature, si erano sostituite le colture del mais con quelle della soia. Il mais con la siccità era soggetto alle aflotossine . Per la soia però il rischio a questo punto è che non maturi a causa delle temperature basse e che ogni pianta non produca i chicchi previsti per il tempo della raccolta, cioè a fine agosto. Stessa situazione di difficoltà per ortaggi e frutta. A Cavallino e nel Miranese il rischio è che la sovraproduzione dovuta alla gran pioggia porti a una caduta del prezzo di vendita, con il rischio che tutta la quantità prodotta alla fine non convenga nemmeno raccoglierla ». Grandinate poi hanno colpito mais e vigneti, con produzioni in fase di maturazione, provocando seri danni. Distrutte sempre per lo stesso motivo anche nell’area di Cavarzere e Chioggia le colture di kiwi o tabacco. Per la Cia la pioggia e le basse temperature hanno già fatto danni, ma faranno disastri se ad agosto la musica non cambierà. «Purtroppo speranze ce ne sono poche», conclude Quaggio, «se si pensa che in agricoltura è proprio luglio e non agosto il mese considerato più caldo dell’anno».

Alessandro Abbadir

 

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