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Gazzettino – Marghera. Vertenza Eni.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

lug

2014

Zaia minaccia Eni: «Rispetti gli accordi»

Il governatore ha ricevuto in Regione i lavoratori della raffineria di Marghera «Siamo pronti alle vie legali». La replica: «Avanti con la chimica innovativa»

CRISI – La raffineria Eni di Porto Marghera. Una rappresentanza dei lavoratori è andata in Regione

Luca Zaia a muso duro contro Eni. Il presidente del Veneto si schiera dalla parte degli operai di Porto Marghera, che ieri ha incontrato, e promette: se la multinazionale non rispetterà gli accordi presi, la Regione è pronta a trascinare il “cane a sei zampe” in tribunale. «Noi non abbiamo firmato l’accordo per hobby – ha detto Zaia – perché dietro quell’accordo c’è la salvaguardia di 2500 posti di lavoro». Eni replica: «Andremo avanti con la chimica innovativa».

PORTO MARGHERA – Ieri ha ricevuto i sindacati: «Le intese non si firmano per hobby»

Raffineria, Zaia alza la voce con Eni

Il governatore: «Deve rispettare gli accordi, pronti alle vie legali se sono inadempienti»

Luca Zaia a muso duro contro Eni. Il presidente del Veneto si schiera apertamente dalla parte degli operai di Porto Marghera e promette: se la multinazionale italiana non rispetterà gli accordi presi, la Regione è pronta a trascinare il «cane a sei zampe» in tribunale.
L’incontro di ieri tra Zaia e i lavoratori di Porto Marghera si è quindi chiuso con una forte presa di posizione della Regione, con Palazzo Balbi determinato a ricordare ad Eni che ogni promessa è debito, anche se, come sottolineato anche dal presidente della Regione, per Porto Marghera ci sono investimenti e progetti messi nero su bianco. E come ci ricordano gli antichi, verba volant, scripta manent. Quindi, se le promesse si possono anche disfare in un attimo, con gli impegni scritti è la carta che canta.
«Noi non abbiamo firmato l’accordo per hobby – ha detto Zaia – perché dietro quell’accordo c’è la salvaguardia di duemilacinquecento posti di lavoro. Noi siamo rispettosi degli impegni che ci prendiamo e chiediamo che anche la controparte li rispetti».
L’incontro di Palazzo Balbi è stato preceduto da uno sciopero dei lavoratori di Eni a Marghera, che ha portato anche alla formazione di un corteo pacifico di 150 lavoratori (in prevalenza chimici, ma c’erano anche i metalmeccanici) arrivato fino alle porte di Palazzo Balbi. A loro Zaia ha promesso di scrivere a Renzi «perché abbia chiaro il nostro punto di vista sulla situazione», ma soprattutto che la Regione è pronta «ad impugnare sul piano legale quella intesa in caso di inadempienza». Il che vuol dire: se Eni si tira indietro, si andrà per le vie legali.
La sponda della Regione soddisfa i sindacati. Massimo Meneghetti, segretario Femca Cisl di Venezia, parla di «incontro molto positivo. La determinazione letta nelle parole del Governatore Zaia, ci fanno ben sperare», mentre per Davide Camuccio, Filctem Cgil, il fatto che Zaia si sia speso in prima persona dimostra «l’importanza della vertenza».
Oggi intanto andrà in scena la protesta dei lavoratori Eni, chiamati allo sciopero generale in tutta Italia. Manifestazione a Roma, davanti a Palazzo Chigi, con probabile incontro tra i leader sindacali e il ministro Delrio, difficile in questo momento il faccia a faccia con Renzi. Mercoledì, invece, l’assessore Elena Donazzan, anche lei presente all’incontro tra Zaia e i lavoratori, sarà a Roma e solleverà la questione al Ministero dello Sviluppo Economico. «Come Regione – ricorda la Donazzan – noi abbiamo rispettato gli impegni sottoscritti e vogliamo che l’Eni faccia altrettanto». La partita veneziana rimane comunque molto complicata. Perché se da una parte l’Eni ha in qualche modo fatto trapelare che sulla raffineria «verde» di Porto Marghera una sorta di rassicurazione, diverso è il discorso per il reparto del «cracking», quello che avrebbe dovuto, secondo i vecchi accordi, riaprire il prossimo 18 agosto, apertura che, per il momento, non ci sarà. «Anche in questo caso – commenta Meneghetti – gli accordi vanno rispettati, non accetteremo mai una trattativa al ribasso. Con la chiusura del cracking viene giù il resto, stiamo parlando di almeno altri 460 posti di lavoro».

Marco Dori

 

OGGI SCIOPERO – Soddisfatti i sindacati: «Incontro positivo»

LA PROMESSA «Oggi scriverò a Renzi»

Ai sindacati Zaia ha promesso di scrivere già oggi a Renzi «perché abbia chiaro il nostro punto di vista sulla situazione», ma soprattutto che la Regione è pronta «ad impugnare sul piano legale quella intesa in caso di inadempienza».

BETTIN «Intervengano governo e parlamento»

«Le decisione della nuova dirigenza dell’Eni di uscire, di fatto, da Porto Marghera, settori più strategici della chimica compresi, rappresenta un vero e proprio tradimento degli impegni assunti anche in modo formale di fronte al paese e di fronte alla città». Così Gianfranco Bettin, ex assessore all’Ambiente, sulla vertenza che vede opposti i lavoratori di Porto Marghera ad Eni, che ha annunciato un ripensamento sui progetti di sviluppo delle sue raffinerie in Italia. «La prospettiva “green” e “bio”, la forte innovazione tecnologica ed economica, che avrebbero coinvolto sia la raffineria che quasi tutta la filiera portante del polo chimico, – dice Bettin – si giovava della svolta impressa in questi anni dalle amministrazioni locali convergenti su un piano di rilancio e di trasformazione sostenibile dell’area. E’ giunto invece, improvviso, il voltafaccia della nuova dirigenza Eni, che riporta indietro la storia e acuisce una crisi che, al contrario, si potrebbe incominciare a superare concretamente. Il tradimento dell’Eni, se confermato, non sarebbe però solo il tradimento dell’Eni: governo e parlamento, per la natura dell’azienda, controllata dallo Stato, sarebbero pienamente corresponsabili. Devono perciò intervenire, tanto più oggi, nel vuoto istituzionale che continua, insopportabile, a livello locale».

 

LA REPLICA DELLA MULTINAZIONALE

«I nostri progetti di chimica innovativa andranno avanti»

La giornata è già finita quando dalla Sardegna arriva musica per le orecchie dei lavoratori veneziani. Canta Eni, o meglio Versalis, il braccio “chimico” della multinazionale, che in un comunicato non solo conferma gli impegni presi con la chimica veneziana, ma parla anche di un ulteriore progetto. Come a dire: non lascio, anzi, rilancio.
L’occasione per la “smentita” del disimpegno di Eni dalla chimica di Porto Marghera arriva in coincidenza con l’incontro tra Zaia e i lavoratori veneziani della multinazionale italiana, ma anche con la visita del ministro Poletti al rinnovato stabilimento Eni di Matrica, a Porto Torres in Sardegna, più volte indicato come l’esempio da seguire per la riconversione del sito veneziano.
«Matrìca – ha detto Daniele Ferrari, amministratore delegato di Versalis (Eni) – è il primo esempio concreto del nostro percorso di riconversione virtuosa dei siti critici italiani. Versalis, prima azienda chimica in Italia, ha intrapreso un percorso di rinnovamento e investimento anche in altri stabilimenti, quali Priolo e Porto Marghera, per dare un futuro alla nostra filiera industriale e alle persone che vi lavorano». Nel suo comunicato, Versalis aggiunge che «a Porto Marghera, sito industriale di primaria importanza per Versalis, verrà a breve implementato un progetto di trasformazione finalizzato a dare sostenibilità economica e produttiva al sito, mediante lo sviluppo di una piattaforma tecnologica di chimica innovativa da fonti rinnovabili». Non entra nel merito, non spiega come, cosa e quando, ma anche se le informazioni latitano, l’annuncio arriva giusto in tempo per stemperare un clima ormai incandescente.

(m.dor.)

 

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