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Nuova Venezia – Serenissima, alta tensione fra gli azionisti

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

lug

2014

Domani il cda: sul tavolo il duello con Autovie e il diritto di recesso della Camera di commercio di Padova

VERONA – È in calendario domani la “resa dei conti” in casa Serenissima, la società che ha ereditato da novembre 2009 quanto era di proprietà della Venezia-Padova, mentre la concessione dei 42 chilometri di autostrada è finita alla Cav. Il Consiglio si riunirà alle 12 e non sono pochi i punti all’ordine del giorno; tant’è che qualcuno dà perfino possibile l’azzeramento del cda rimasto a 6 rispetto gli 11 membri iniziali (quindi sotto soglia di legittimità) dopo diverse uscite. Tra le ultime, in ordine di tempo, anche quelle del finanziere bresciano Rino Mario Gambari e di Albino Faccin, espressione del socio Autovie. Sul tavolo il contenzioso con la camera di Commercio di Padova che ha vinto il lodo arbitrale a tutela del diritto di recesso esercitato ancora nel 2012. «Noi non presenzieremo domani, siamo usciti – conferma il presidente dell’ente padovano Fernando Zilio – ma aspettiamo quello che ci spetta ». Il recesso nasceva dalle modifiche dello statuto (in primis l’inserimento del project financing) ma anche da una diversa valutazione del valore delle quote. «Ho una sentenza in mano e farò di tutto per prendere quei soldi che sono di proprietà di 120mila imprese iscritte in camera di commercio » precisa Zilio. Si tratta di 10,6 milioni. Ma un conto è averne diritto, altra recuperarli, dice qualcuno. I mal di pancia in seno alla società sono più d’uno. Il socio Autovie (già sceso dal 22,5 al 16,91%) ha fatto sapere di presentarsi in consiglio con un legale. «Non sappiamo ancora quello che l’avvocato andrà a fare, daremo istruzioni all’ultimo minuto – anticipa il presidente Autovie, Emilio Terpin -. Si sta discutendo a tutto campo, stiamo aspettando di raccogliere gli elementi per capire cosa fare». Autovie, che già aveva detto no all’aumento di capitale per 10 milioni lanciato dalla società a fine 2013, ritenendo sovrastimato il valore delle quote, pare aver ancor meno gradito la decisione avallata e proposta a suo tempo da Piergiorgio Baita in quota Mantovani per rilevare il 4,9% detenuto dalla Milano- Serravalle in A4 Holding. La decisione è di ottobre 2012 ma il closing non è ancora avvenuto e sarà domani all’ordine del giorno. Sullo sfondo il disegno dell’ex presidente della Mantovani, arrestato nell’inchiesta Mose: ovvero la scalata alla Brescia-Padova oggi controllata dai privati Banca Intesa e Astaldi. Nel frattempo, l’aumento non è stato interamente sottoscritto (siamo sul 50% circa del totale). Serenissima esclude una nuova iniezione di denari ma la liquidità scarseggia e molto dipende da eventuali bandi definitivi che potrebbero essere assegnati. Tra tutti la Nuova Romea, la Nogara Mare e il Traforo delle Torricelle a Verona.

 

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