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Gazzettino – Padova. Ospedale, l’offerta di Zaia.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

2

ago

2014

CONFRONTO – Quasi quotidiano sui destini dell’ospedale di Padova tra il sindaco Bitonci (s) e il governatore Zaia (d) leghisti

Il governatore: «Doppia struttura e Padova salirà a duemila posti letto»

Bitonci rilancia: «Troppi costi, meglio un unico complesso nell’attuale sede»

Due punti fermi: «Padova deve avere un nuovo ospedale. E la discussione non può andare per le lunghe». Poi la mano tesa al sindaco, compagno di partito: «Lui ha molti dubbi? Li metta nero su bianco, formalizzi la sua alternativa ricordando (perché lo sa) un particolare tutt’altro che secondario: con un nuovo nosocomio, la struttura ospedaliera della città avrà un totale di 2000 posti letto, contro i 1400 attuali». Posti suddivisi in due ospedali: quello della città, nel sito attuale; quello ad alta specializzazione in un’altra area. Il governatore Luca Zaia non ha altro da aggiungere per cercare di convincere il sindaco che ha in casa uno dei più avanzati poli ospedalieri d’Italia, che tutti si augurano restare tale se non migliorare ancora. Zaia chiarisce che non intende affrontare la questione con argomentazioni politiche «con contrapposizioni inutili», nonostante sia evidente uno strabismo all’interno della Lega e di Forza Italia, che a Padova appoggiano l’ipotesi Massimo Bitonci e in consiglio regionale si schierano con Zaia.
IL SINDACO – Bitonci, a stretto giro di posta, mette altra carne al fuoco. Per lui, la strada è quella di ricostruire l’attuale ospedale da zero nello stesso posto dove si trova ora. «Con la proposta di Zaia non vorrei che ci fosse una moltiplicazione di costi: per spostare l’ospedale S. Antonio e metterlo al policlinico che andrebbe ristrutturato. E poi per costruire l’ospedale ad alta specializzazione in un altro posto. Io manterrei la mia ipotesi: fare l’alta specializzazione nel sito attuale, nella parte est dell’ospedale odierno dove si trovano le cliniche universitarie e inglobare il S. Antonio in quella a ovest, dove ci sono monoblocco e policlinico».
IL GOVERNATORE – Zaia comprende la posizione del sindaco. «I suoi erano anche i miei dubbi, quando nel 2010 appena insediato in Regione, mi sono trovato il dossier “nuovo ospedale di Padova”». E cosa ha fatto? «Ho costituito una commissione di esperti, che alla fine hanno prodotto 200 pagine di relazione con la “sentenza”: ristrutturare il vecchio ospedale sarebbe dispendioso, i tempi sarebbero lunghissimi, con tanto di pesante disagio per i pazienti».
CHIARIMENTO – Il governatore ripete di «non avere mai tifato per un’area o per un’altra dove costruire il nuovo ospedale». Di certo, però, se al Comune spetta indicare la zona e di verificare le procedure urbanistiche, il compito della Regione è quello «di programmare l’organizzazione sanitaria, compresa la realizzazione delle strutture necessarie».
MANO TESA – L’attuale ospedale ospita 1400 posti letto, più tutte le cliniche e i servizi utili all’attività universitaria. L’apertura di Zaia nei confronti del collega di partito prevede di concentrare l’offerta ospedaliera proprio dove ora sorge il nosocomio, ristrutturare e riqualificare le costruzioni esistenti e concentrare in questo punto l’altro ospedale, il S. Antonio, l’Istituto Oncologico Veneto ottenendo in tutto mille posti letto. In parallelo, il Policlinico lascerebbe la storica sede per trasferirsi in un nuovo ospedale con altri mille posti letto. Padova, così, chiude lo Zaia-pensiero «passerebbe dagli attuali 1400 posti a 2mila». La città acquisirebbe l’area del S. Antonio, da utilizzare per servizi ai cittadini.
FONDI – Anche qui Zaia ha voluto chiarire. «L’idea del project financing per realizzare il nuovo ospedale, è l’ultima a cui ricorrere». Più volte Bitonci ha sollevato sospetti per un eventuale ricorso al finanziamento anche dei privati. Il governatore ricorda che la Regione ha stanziato 150 milioni in tre anni da destinare alla costruzione del nuovo nosocomio, in più «abbiamo ottenuto la disponibilità della Banca Europea Investimenti per un finanziamento con tasso dell’1%, e abbiamo anche chiesto al governo di coprire tutto o in parte la spesa». Quanto al project «sarà l’ultimo autobus».
La partita è sempre più aperta.

Giorgio Gasco

 

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