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Preoccupati i lavoratori di Porto Marghera: «Macché accordo, al ministero dello Sviluppo firmato solo un verbale d’incontro. Siamo già stati ingannati altre volte e lotteremo per riavviare gli impianti»

MARGHERA – L’intesa sottoscritta l’altro ieri da Eni e sindacati nazionali dei chimici dal ministro Federica Guidi sul futuro delle raffinerie e degli impianti chimici della società che ha ancora come azionista di riferimento lo Stato italiano, non convince i lavoratori di Porto Marghera. Sopratutto i dipendenti di Versalis, la società dell’Eni che già da mesi ha fermato l’impianto del cracking dell’etilene e ha rinviato a data da destinarsi il riavvio degli impianti che occupano 400 dipendenti diretti già da tempo in cassa integrazione ordinaria a rotazione. «Quello che i nostri segretari nazionali hanno firmato al ministero dello Sviluppo», spiegano i delegati della Rsu aziendale, «non è un accordo con Eni ma soltanto un verbale d’incontro che rinvia ancora la questione per noi cruciale del riavvio dell’impianto del cracking previsto per il 18 agosto prossimo. Per questo abbiamo deciso di continuare la mobilitazione con il blocco della movimentazione logistica dell’etilene su nave e pipe-line». I lavoratori del sito veneziano, insomma, hanno poca fiducia nell’Eni, ancor più dopo la nomina dell nuovo amministratore delegato, Claudio Descalzi, che, secondo i sindacati, ha rimesso in discussione gli accordi sui nuovi investimenti «a cominciare da quelli per la chimica verde e i biocarburanti» sottoscritti con i sindacati dal suo predecessore, Paolo Scaroni. «Siamo già stati scottati troppe volte e non vogliamo cascarci ancora», aggiungono i delegati della Rsu. «Abbiamo già visto l’Eni chiudere le sue produzione di caprolattame e acido solforico e poi abbandonare il ciclo del cloro e del tdi che poi hanno chiuso. In ognuno di questi casi gli impianti erano stati fermati per manutenzioni con la promessa, non mantenuta, di riavviarli ». In questo clima di sfiducia e rabbia, le segreterie territoriali dei chimici di Cgil, Cisl, Uil, in piena sintonia con le Rsu, ribadiscono il «mantenimento dell’assetto di sciopero per gli impianti di Versalis spa e l’attuale portata della pipe-line dell’etilene sino a quando non ci saranno garanzie del rispetto degli accordi e della ripartenza dell’impianto del cracking». «Malgrado il verbale di incontro firmato al ministero dall’Eni», sostengono i sindacati locali, convinti che le giustificazioni di Versalis che tirano in ballo la mancata autorizzazione Aia siano solo strumentali, «restiamo preoccupati e per questo ribadiamo che Versalis deve rispettare l’accordo del 10 febbraio 2014 e garantire il riavvio degli impianti per il 18 agosto».

Gianni Favarato

 

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