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LA POLEMICA

di Paolo Seno – Avvocato, Venezia

Gli svarioni sono continui: in laguna la confusione regna sovrana. E il comitato Cruise Venice non aiuta a ristabilire la verità su tutta la questione

Il signor Calderan, presidente del comitato Cruise Venice, nell’affrontare il tema delle grandi navi in laguna (“la Nuova Venezia” del 1° agosto scorso), stigmatizza il fatto «che persino le più banali nozioni di ingegneria idraulica vengano ignorate» ma pare chiaro, invece, come tali nozioni sfuggano totalmente anche a lui, in tal modo alimentando la confusione che regna sovrana in laguna. E infatti, dopo aver quasi correttamente spiegato la differenza fra tonnellata di stazza e la tonnellata dislocamento, egli incorre in uno svarione clamoroso individuando il problema dello spostamento dei volumi d’acqua causato dal transito delle grandi navi nel canale della Giudecca, semplicemente nel rapporto tra il volume delle carena (il dislocamento della nave) e il volume dell’alveo acqueo del canale medesimo, quantificandolo in meno del 10%, conseguentemente deducendone che l’effetto dello spostamento «non è tale da creare allarmismi ingiustificati ». Senonché quel rapporto poco rappresenta per spiegare gli effetti idraulici del passaggio delle grandi navi, poiché proprio rifacendosi alle invocate nozioni d’ingegneria idraulica (non so quanto elementari) e, più specificatamente alla legge di Castelli e all’effetto Bernoulli, per comprendere più propriamente quanto avviene necessario valutare un altro rapporto e cioè quello tra la sezione maestra immersa e la sezione del canale (c.d. blockage factor). In una visione più correttamente dinamica, e non meramente statica come quella proposta da Calderan, tale rapporto, combinato al moto in avanti della nave, causa un veloce scorrimento della massa d’acqua (circa 60 mila metri cubi) lungo il fondo e i fianchi della nave medesima, da prua verso poppa. Ciò perché, come spiega Castelli, quando l’acqua incontra la carena, a causa del restringimento della sezione di passaggio, subisce un deciso aumento della velocità Bernoulli spiega poi come tale aumento della velocità determini a sua volta una diminuzione della pressione, dando luogo a un aumento dell’immersione della nave. È un fenomeno, questo, molto conosciuto e studiato in campo navale, che si è molto diffuso in tempi relativamente recenti proprio a causa non solo delle aumentate dimensioni delle navi, ma ancor più per le loro mutate forme di carena (coefficiente di blocco). Non sono in grado neppure di ipotizzare cosa possa comportare questo rapido spostamento di notevoli volumi d’acqua nell’ambiente lagunare circostante (fondale, fondamenta, canali adiacenti ecc.), questo è mestiere da ingegneri idraulici; ma certo è che l’errata rappresentazione offerta dal signor Calderan non contribuisce a offrire soluzioni plausibili, quantomeno alla luce di accertate cause di danno, al problema delle grandi navi.

 

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