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GRANDI NAVI – Oggi a palazzo Chigi si sceglie l’alternativa a San Marco

Sandro Simionato, ex vicesindaco e assessore al Bilancio, è preoccupato per le decisioni del Comitatone che si riunisce oggi

Simionato: «Comitatone niente blitz calati dall’alto»

GLI INDUSTRIALI – Zoppas: «Si decida in tempi rapidissimi»

La paura fa 90 soprattutto per due aspetti: primo, la convocazione in piena estate quando – pur in tempi di vacche magre – la gente è in ferie e che quindi potrebbe far prevedere un vero e proprio “blitz”; secondo, per l’assenza di una guida politica della città quando l’amministrazione comunale è affidata “pro tempore” ad un commissario prefettizio. Tant’è. Oggi, alle 12, nella sala Verde al terzo piano di Palazzo Chigi si terrà l’«atteso» Comitatone per la salvaguiardia di Venezia con la partecipazione di un pool di ministri (Trasporti, Ambiente, Istruzione, Beni culturali) e degli enti locali (Regione, Provincia, Comuni di Venezia, Chioggia, Mira, Jesolo, Cavallino-Treporti), Autorità portuale e Magistrato alle Acque. E all’ordine del giorno (ovviamente) la questione del passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco, il progetto legato allo scavo del canale Sant’Angelo-Contorta e delle altre alternative (dietro alla Giudecca; uso del canale Vittorio Emanuele, Marghera), ma anche la questione del porto offshore. Ma al di là della convocazione estiva, l’atmosfera è già abbastanza surriscaldata proprio dalle incognite legate alla riunione del Comitatone e alle decisioni che ne emergeranno. E a scendere in campo è l’ex vicesindaco Sandro Simionato: «Non vorrei trovarmi di fronte al classico blitz sulla pelle della città – sbotta – Prima di ogni decisione vincolante, mi auguro che Palazzo Chigi voglia aspettare un nuovo governo politico della città e che, domani (oggi ndr) si prende solo atto degli ordini del giorno votati dal vecchio consiglio comunale. Insomma, che non vi siano forzature, anche perchè mi auguro altresì che il commissario faccia presente che Venezia attende ancora 8 milioni dalla Regione in materia di Legge speciale; almeno altri 10 milioni nei trasferimenti statali 2014-2016 senza contare gli stanziamenti sulle opere compensative. A tutto ciò aggiungerei i 500 milioni da dare al Mose, ma che potrebbero essere utili alle manutenzione della città». E sempre sulla stessa linea anche l’ex assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin, che insieme all’ex consigliere di “In Comune”, Beppe Caccia, mette subito le mani avanti. «Sarebbe un pessimo precedente – sottolineano – se, nella riunione del Comitatone, venissero assunte decisioni strategiche per il futuro della città in assenza di un sindaco eletto. Ancora peggio sarebbe se venissero forzatamente decise opere, come lo scavo di nuovi canali tali da costituire irreversibili manomissioni della laguna di Venezia. Se qualcosa deve essere, allora che si ratifichi l’applicazione del limite alle dimensioni delle grandi navi (decreto 1 marzo 2012 fissata in 40 mila tonnellate di stazza lorda». Chiede certezze, invece, il presidente di Confindustria, Matteo Zoppas: «Non possiamo non augurarci che il Comitatone riesca a porre fine – dice – allo stato di incertezza che da troppo tempo grava sulla questione delle grandi navi. Lo chiediamo come imprese veneziane in un contesto di perdurante debolezza dell’economia nazionale: potrebbero esserci conseguenze pesantissime. É imprescindibile che vengano sospesi i limiti imposti dal regime transitorio (blocco sopra le 96 mila tonnellate ndr) e si individua la via alternativa per la Marittima, che deve rimanere centrale per Venezia. Auspichiamo dal Comitatone indicazioni chiare».

 

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