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Nuova Venezia – Grandi navi, via al Contorta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

ago

2014

Il Comitatone: limiti a San Marco, sì allo scavo in laguna

LE DECISIONI DEL COMITATONE

Stop alle grandi navi. Via libera al Contorta

Limitati i transiti in Bacino. Il progetto dello scavo del canale va avanti

In arrivo 36 milioni in tre anni (11 nel 2014) nelle casse di Ca’ Farsetti

VENEZIA – Via al progetto Contorta. Anche se il nuovo canale dovrà essere sottoposto a Valutazione di Impatto ambientale entro 90 giorni e confrontato con gli altri progetti che abbiano raggiunto un adeguato livello di avanzamento e superato l’esame di «operatività portuale». E via a un decreto che limita da subito il passaggio delle grandi navi davanti a San Marco. E’ questa la decisione presa ieri dal Comitatone, convocato a Roma e presieduto a palazzo Chigi dal sottosegretario Graziano Delrio. Un passo avanti che soddisfa in particolare il Porto e i ministeri. Che però solleva molte proteste. «Blitz di agosto», lo hanno definito i comitati. Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha puntato i piedi e preteso un nuovo decreto che limiti i passaggi delle grandi navi per il 2015 al di sotto delle 96 mila tonnellate. Facendo ventilare l’ipotesi di «vincolo» per l’intera laguna se non sarà ridotto da subito l’impatto del traffico delle grandi navi. E insistendo sull’alternativa Marghera, che potrà essere presentata a livello di progetto esecutivo nelle prossime settimane anche da soggetti privati. Progetto Contorta all’esame ambientale, dunque. E documento finale del Comitatone che lascia spazio ad altre alternative. Ma rimarca la «centralità della Marittima », come voleva il Porto. Pur lasciando aperta la porta alle altre soluzioni, come volevano il Senato e il Consiglio comunale, in realtà spiana la strada al Contorta. Perché, si legge nel documento finale approvato da tutti, «risponde sia all’ obiettivo di eliminare il traffico davanti a San Marco sia a quello di mantenere l’eccellenza della croceristica veneziana». Con i quasi sette milioni di metri cubi di fanghi scavati si potrà, secondo il Porto, «attuare una grande opera di ingegneria naturalistica», con la costruzione di nuove barene in laguna centrale. «Siamo molto soddisfatti», commenta il presidente del Porto Paolo Costa, «oggi abbiamo dato un messaggio chiaro alle compagnie che se ne stavano andando da Venezia. Abbiamo cominciato un percorso e potremo concluderlo entro due anni». Il documento finale precisa che il progetto del nuovo canale Contorta deve essere subito ammesso a Valutazione di impatto ambientale. Un esame che si dovrà concludere entro 90 giorni. Già stamattina il presidente del Porto firmerà il decreto che dà il via alla procedura, trasmettendo il suo progetto al ministero per l’Ambiente. Nel corso della procedura di Via, il Comitatone «raccomanda di sottoporre a Via altri progetti che abbiano adeguato livello di avanzamento, valutandoli come alternative ». Ma è innegabile che ancora una volta a essere favorita è l’ipotesi avanzata dal Porto e dal suo presidente. Definita come «illegittima» dai suoi oppositori e criticata dal Comune – nel frattempo commissariato – ma intanto avviata all’iter di approvazione. Non si è parlato ieri del progetto off shore.Dando per scontato che il “sì” alla piattaforma in Adriatico per le grandi navi portacontainer sia già arrivato nel Comitatone del 2011. La stessa seduta in cui era stato festeggiato pubblicamente l’ex presidente del Magistrato alle Acque Patrizio Cuccioletta, che quel giorno andava in pensione, poi arrestato nell’ambito dello scandalo Mose. Il Comitatone ieri ha sbloccato, con un decreto firmato dal sottosegretario Delrio, anche i fondi della Finanziaria 2013. A Venezia arriveranno in tutto circa 36 milioni di euro in tre anni (11 nel 2014), a Cavallino 1 milione e 700 mila (il 5 per cento di quanto spetta a Venezia), a Chioggia circa due milioni. È stato chiesto di integrare anche la Finanziaria 2014 con i contributi per la manutenzione, lo scavo dei rii e gli aiuti ai privati per i restauri. Fondi che un tempo venivano stanziati dalla legge Speciale, poi aboliti in favore del Mose e della grande opera.

Alberto Vitucci

 

Il Comune rivierasco è stato l’unico a non accettare la delibera

Mira vota contro, sì allo scalo alternativo di Chioggia

MIRA Il comune di Mira a guida grillina, dice no alla delibera del Comitatone che stabilisce di inviare il progetto del canale Contorta all’esame del Via, mentre appoggia il progetto di Chioggia come scalo alternativo a quello di Venezia. Mira da sempre contrario allo scavo del canale Contorta, è stato l’unico dei comuni presenti a votare no. E’ l’esito della votazione che si è tenuta ieri a Roma per valutare le proposte che sono state presentate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in ordine al nuovo sistema crocieristico dello scalo veneziano. Oltre a sostenere Chioggia, Mira ha ribadito la sua proposta, che prevede uno scalo nella bocca di porto del Lido, agganciandosi all’isola artificiale già realizzata per il sistema Mose. «Questa opzione», spiegano il vicesindaco Nicola Crivellaro e l’assessore all’urbanistica Luciano Claut, «ha molti aspetti positivi sul fronte ambientale, sul quello logistico e anche per quanto riguarda il costo di realizzazione. Ci siamo ancor più convinti della bontà della nostra proposta sentendo dal ministro Dario Franceschini che l’Unesco intende ritirare a Venezia il riconoscimento di sito Unesco se l’attracco delle navi da crociera non dovesse traslocare fuori della laguna. La disponibilità a tenere ancora in corsa gli altri progetti è importante,maè evidente che la scelta del Canale Contorta appare privilegiata anche perché ha potuto contare nella fase di elaborazione sul supporto tecnico dell’Autorità Portuale». Qualche spiraglio al dialogo il comune di Mira lo lascia aperto ad altre soluzioni come il progetto di Chioggia. E su questo il sindaco di Chioggia Giuseppe Casson si è detto molto soddisfatto perché, ha sottolineato, «sul deliberato finale è stato riconosciuto il “sistema crocieristico della laguna di Venezia”, quello che avevo suggerito io nella mia lettera di giovedì a tutti i componenti del Comitatone. Ciò permette di garantire, mediante la valorizzazione anche dello scalo di Chioggia, un effettivo decongestionamento del traffico oggi gravante sulla sola Venezia». La posizione di Casson ha trovato consenso in tutta l’assemblea in particolare nelle considerazioni del ministro del turismo Dario Franceschini che ha sottolineato l’importanza della difesa di Venezia e l’opportunità di valorizzare, nell’ottica del decongestionamento, altri territori della laguna veneta, tra i quali Chioggia. «Il lavoro», precisa il sindaco, «è tutt’altro che finito. Si tratta, ora, di tradurre in atti concreti le linee di indirizzo espresse chiaramente dal Comitatone».

Alessandro Abbadir

Elisabetta Boscolo Anzoletti

 

Bettin: «Una decisione sulla testa di Venezia»

Il commissario Zappalorto si astiene : «È una decisione politica, non voto»

Il Pd prudente: «Si apre una discussione, positivo che ci siano limiti ai passaggi»

VENEZIA Il progetto Mose era stato approvato con il voto contrario del Comune (sindaco Cacciari). Il canale Contorta va avanti senza il parere del Comune. Rappresentato per la prima volta da un commissario prefettizio e non dal sindaco. «Ho ritenuto di non partecipare al voto, trattandosi di una decisione politica», ha dichiarato il commissario Vittorio Zappalorto in apertura di seduta. Una scelta decisa dunque dai ministeri, dal Porto e dalla Regione. «Noi ribadiamo che il confronto deve essere fatto fra tutti i progetti», dice il senatore del Pd Felice Casson, primo firmatario dell’ordine del giorno del Senato sulla questione grandi navi, «in assenza di un governo democraticamente eletto nessuno può arrogarsi il diritto di decidere sul futuro di Venezia e l’astensione del commissario conferma che non può essere un governo tecnico a decidere». «Per noi bisogna fare presto ma comparare tutti i progetti», dice il segretario del Pd Emanuele Rosteghin, «poi è positivo che si facciano limitazioni come avevamo chiesto. Oggi si apre un confronto». E l’ex consigliere Jacopo Molina; «Non è quello che aveva chiesto il Senato. Adesso bisogna vigilare su chi farà i lavori».Durissimo il commento dell’ex assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin. «Si avvera il sogno dei poteri forti e dei poteri marci », dice, «comandare su Venezia senza mediazioni. Il blitz di ferragosto ha portato a decidere sulla testa della città. Per noi hanno deciso ministeri ed enti che sono stati condizionati fino al collo dalla cricca del Mose. Una beffa con danni enormi per il Comune, che come conferma la stessa Procura è stato del tutto estraneo. Occorre votare al più presto». Soddisfatto il presidente della Regione Luca Zaia: «C’è stata unanimità sul fatto che le navi devono uscire subito da San Marco e dal canale della Giudecca », commenta al termine della riunione, «e anche sul fatto di inviare subito il progetto del Contorta alla Via. Spero che si faccia e presto». «Abbiamo fatto un grande passo avanti », dice il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, «il Comitatone ha dato il via libera alla Valutazione del progetto Contorta per far arrivare le grandi navi in Marittima. Questo non esclude altri progetti ma si è valutata la strada del Contorta come la più praticabile in tempi brevi». Soddisfatto anche il ministro dell’Ambiente Luca Galletti. Che ha precisato che «saranno accettati alla procedura di Valutazione di Impatto ambientale anche gli altri progetti, ma a patto che abbiano un avanzamento adeguato e soprattutto abbiano avuto il via libera tecnico dagli enti portuali ». Significa che le ipotesi già scartate da Porto e Capitaneria come Marghera e il terminal a San Nicolò non potranno, per il ministro, essere ammesse a Valutazione. Dichiarazione che già suscita polemiche: come potrà un soggetto che presenta un suo progetto decidere sulla bontà degli altri?

Alberto Vitucci

 

Italia Nostra: «Un crimine contro la città»

L’associazione per la tutela del Patrimonio annuncia una campagna internazionale contro gli scavi

VENEZIA «Unaltro canale dei Petroli per mantenere le grandi navi dentro la laguna. È un crimine efferato, imposto a una città debole senza sindaco e senza rappresentanza. La nostra battaglia continua e si sposta a livello internazionale». Italia Nostra commenta duramente la decisione del Comitatone di procedere con il progetto del canale Contorta. «Gli effetti di quell’opera saranno disastrosi per la laguna», scrive la presidente veneziana Lidia Fersuoch, «bisogna avere il coraggio di esaminare alla pari tutti i progetti alternativi possibili». «Scelte di vertice, colpi di mano, forzature: il governo ha imposto una decisione sbagliata che la città non vuole», commenta il portavoce del comitato No Grandi Navi Silvio Testa, «se qualcuno vuole trasformare la laguna in una Val di Susa, questa è la strada. Gli effetti disastrosi di un nuovo canale in laguna, scavato per mantenere le grandi navi, sono noti». «Una decisione contro la città, ma impediremo lo scavo del Contorta con ogni mezzo», dice Beppe Caccia (Lista in Comune). E se la prende con la Lega: «Zaia e Xaccariotto hanno gettato la maschera e si sono schierati a fianco dei poteri forti». Imbarazzo nel Pd, che aveva approvato un lungo documento sulle grandi navi. Si spera che l’apertura agli altri progetti sia reale. E non soltanto una chiosa finale per il via libera al Contorta. Soddisfatta invece l’Udc, stesso partito del ministro per l’Ambiente Galletti. «Decisione saggia e equilibrata », commenta il senatore Antonio De Poli, «adesso bisogna fare in fretta, perché le crociere danno lavoro a 5 mila persone». «Le grandi navi a Venezia devono essere compatibili con la salvaguardia dell’ambiente», precisa il ministro dell’Ambiente Luca Galletti, «noi sottoporremo il programma Contorta a una serissima valutazione di impatto ambientale che possa dirci quali saranno gli effetti positivi o negativi sull’ecosistema di quell’opera». «Dopo il Mose a nostra città deve subire una nuova ingiustizia», dice il coordinatore di Sel Federico Camporese, «con il blitz di Ferragosto le scelte più vicine agli interessi di pochi vengono approvate all’insaputa dei tanti. Per di più ad approvare quella scelta non c’era nemmeno un veneziano. A parte il presidente del porto, che per ruolo e propensione sembra rispondere ad altri interessi».

(a.v.)

 

il retroscena

Franceschini alza la voce: «Subito un decreto»

Sui limiti ai passaggi bisticcio con Costa: «Ci vogliono norme, non basta il volontariato»

VENEZIA Un decreto del governo per limitare da subito il passaggio delle grandi navi in Bacino. A prescindere dal destino dei progetti alternativi. A un certo punto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha alzato la voce. E ha interrotto il presidente del Porto Paolo Costa. «Eh no! Non possiamo lasciare al volontariato la regolamentazione del traffico in laguna. Ci vuole una norma dello Stato. E la faremo. Altrimenti potremmo anche vincolare l’intera laguna, e impedire il passaggio a tutte le grandi navi sopra una certa soglia». Alla fine il sottosegretario Delrio gli ha dato ragione. E nei prossimi giorni il governo firmerà un nuovo decreto – dopo quello Clini Passera che vietava l’accesso alle navi sopra le 40 mila tonnellate, ancora inattuato perché subordinato alla realizzazione delle vie alternative – per vietare l’accesso in laguna a partire dal 2015 delle navi con stazza lorda superiore alle 96 mila tonnellate. E confermare il limite di passaggi per il 2014 (circa 700) già stabilito nell’ordinanza della Capitaneria di porto poi impugnata al Tar dalla compagnia delle crociere. Un decreto che sarà subito operativo. Mentre lo scenario dei prossimi mesi prevede il via alla procedura di Valutazione di Impatto ambientale per il progetto Contorta- Sant’Angelo. A cui potranno aggiungersi nei prossimi mesi anche altri progetti già illustrati come le banchine a Marghera a i nuovi terminal al Lido. Sarà importante qui stabilire le procedure. Un primo risultato ottenuto dal fronte contrario allo scavo del canale è quello di rinunciare alle procedure della Legge Obiettivo. Che avrebbero sveltito i tempi, ma anche annullato il dibattito e eliminato la fase delle osservazioni e dell’illustrazione al pubblico. I tempi fissati per la conclusione della procedura sono quelli di legge (90 giorni). Masi tratta di termini ordinatori e non perentori, chiariscono gli esperti. Il presidente del Porto Costa ha annunciato che una volta concluso l’iter autorizzativo, il Contorta si potrà realizzare in soli 18 mesi. Dunque, se tutto andrà liscio, potrebbe essere pronto per la stagione 2016.

(a.v.)

 

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