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Nuova Venezia – Ticket d’ingresso a Venezia

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

ago

2014

Il sottosegretario Borletti Buitoni ha pronto un progetto

«Ticket d’ingresso per chi non si ferma»

La proposta del sottosegretario ai Beni culturali ilaria Borletti Buitoni

«Venezia muore di turismo giornaliero, restauri con le risorse ricavate»

‘‘IL PROGETTO Niente pedaggio per i giovani sotto i 25 anni Con il biglietto, poi, sarebbe i garantito anche l’ingresso a uno dei musei

LA SITUAZIONE Non è la città che deve adattarsi al turismo, ma l’opposto. Decidano i veneziani, ma il Governo è pronto a sostenerli

VENEZIA «Venezia sta lentamente morendo di turismo, soffocata specie nei mesi estivi da visitatori mordi e fuggi in costante aumento che lasciano poco o nulla alla città e la stanno letteralmente consumando. Per questo penso che per salvaguardare questa città che è dei Veneziani, ma anche un patrimonio del mondo, si debba pensare seriamente all’introduzione di un biglietto di ingresso alla città. Dovrebbero pagarlo tutti i turisti, tranne quelli che soggiornano a Venezia o che hanno meno di 25 anni e chi paga il ticket avrebbe diritto anche all’ingresso gratuito in uno dei musei cittadini, che oggi sono largamente sottovisitati in proporzione al numero di visitatori che ogni giorno affluisce in centro storico. In questo modo, oltre a regolare i flussi in entrata, si otterrebbero anche le risorse necessarie al manutenzione della città e alla conservazione del suo patrimonio monumentale ». A parlare in questi termini è Ilaria Borletti Buitoni, e il suo è un parere che conta, visto che è sottosegretario ai Beni Culturali con delega proprio per il Turismo e da anni si occupa dei problemi di salvaguardia e tutela del patrimonio monumentale italiano, anche come passata presidente del Fai, il Fondo per l’Ambiente Italiano. «Il turismo si adatti a Venezia». Per il sottosegretario ai Beni Culturali, che ha seguito da vicino anche tutta la vicenda dell’estromissione delle Grandi navi dal Bacino di San Marco, il problema è urbanistico e ambientale, prima che economico. «Non si può adattare Venezia al turismo – spiega – ma è il turismo che deve adattarsi a Venezia, rispettandone le dimensioni e l’integrità. Quello attuale, invece, la sta chiaramente stravolgendo, con i Veneziani superstiti spesso costretti a restare chiusi in casa per non essere travolti dalle masse di un turismo giornaliero che è sicuramente un fenomeno economico importante per la città, ma di cui si avvantaggia solo una parte di essa. Manca una chiara redistribuzione alla collettività dei vantaggi economici provati dal turismo ». «Due visioni opposte della città». Prosegue il sottosegretario ai Beni Culturali: «A Venezia si fronteggiano due visioni della città: quella di chi ha cuore il suo mantenimento e la sua salvaguardia fisica monumentale, e quella di chi è interessato solo a vedere crescere a dismisura il numero delle presenze turistiche, succeda quel che succeda. Io mi ritrovo nella prima e sono convinta che una gestione più oculata del turismo, che prediliga quello stanziale e interessato a fermarsi in città e non solo a percorrerla per un giorno, possa alla lunga essere molto più redditizio. Per questo il ticket d’ingresso potrebbe essere una misura importante, da adottare con la condivisione e la collaborazione della città, ma ricordando anche che Venezia è un patrimonio dell’umanità intera e sta a cuore a tutti, a cominciare dal Governo italiano, che è pronto, in questo caso, a fare la sua parte per aiutarla a restare se stessa, senza distruggersi».

Enrico Tantucci

 

Sondaggio sul web

il 67 per cento è per “chiudere”

VENEZIA. Per i cittadini non c’è dubbio alcuno: la soluzione per Venezia soffocata da un turismo sempre più oppressivo e maleducato è “Introdurre il numero chiuso”: questa l’opzione scelta dal 68 per cento dei 455 lettori che hanno risposto al sondaggio, lanciato sul sito del giornale (www.nuovavenezia.it) per sondare gli umori dei veneziani sul tema: “Come risolvere il problema di Venezia “schiacciata” dal turismo? E’ in costante aumento il turismo “mordi e fuggi” a Venezia, che porta oltre ai vantaggi economici anche una serie di svantaggi per tutti i veneziani”. Il 21 per cento opta per la risposta “La nuova amministrazione comunale cerchi una soluzione per non penalizzare le categorie”; il 9 per cento non ha speranza alcuna “Non ci sono soluzioni, Venezia resti aperta al mondo”, il 2 per cento “Non sa, non rispondo”. Online il dibattito infiamma i veneziani, come l’acceso confronto sulle pagine Facebook del gruppo “Voglio Venezia a numero chiuso”. (r.d.r.)

 

ca’ foscari

«Gestione flussi, serve un sito proprio»

VENEZIA «Il numero chiuso non so se sia percorribile, ma certo bisogna inventarsi un modello fattibile per la gestione dei flussi, nel quale i turisti vengano a Venezia per fare cose diverse dal girare tra negozi e pochi poli culturali, in cui le offerte siano differenziate, le risorse culturali potenziate e si dia al turista anche un’alternativa veneta a Venezia. Una città che non sia solo turismo, ma vitale ». Così Michele Bugliesi, nuovo rettore di Ca’ Foscari (subentrerà ad ottobre a Carlo Carraro). «Il problema è che qualsiasi ipotesi di intervento sui flussi si scontra con interessi economici, non facili da compenetrare con la salvaguardia del tessuto sociale e urbano, così come per le grandi navi. I visitatori sono troppi e concentrati su pochi percorsi, quando dietro Venezia c’è un intero Veneto, la Riviera, Treviso, il Po: potremmo usare Venezia come driver per tutta la regione. Se finora la gestione dei flussi è fallita miseramente è perché non abbiamo nostri mezzi comunicativi, mentre Tripadvisor e simili comunicano sempre i soliti luoghi: Ca’ Foscari se ne occupa da tempo, nel Ciset, una delle mie intenzioni, da rettore, è fare emergere un punto di vista informato. Poi i politici decidano com devono ». (r.d.r.)

 

iuav

«Si governino le alternative, come al Lido»

VENEZIA «Il numero chiuso mi pare una forzatura con le spinte che ci sono, difficilmente attuabile, anche per il rapporto di immagine tra Venezia e il mondo, tanto più che è sempre stata – nella storia serenissima – un luogo di attrattività, dove hanno convissuto greci, armeni, ebrei, difficile pensare». Dunque, che fare? Per il rettore dello Iuav, Amerigo Restucci «non si aggredisce di petto la questione con il numero chiuso, ma bisogna semmai articolare i flussi, come ha fatto Firenze con Renzi quand’era sindaco: Firenzehaunnumerodi turisti simile a Venezia, ma una morfologia cittadina articolata in diversi luoghi: una centralità laica in Piazza della Signoria, il Duomo, Santa Maria Novella. Se l’immagine di Venezia fosse rappresentata da più luoghi, le persone si articolerebbero diversamente, con qualificazione degli spazi abbandonati, sostenendo così anche le piccole botteghe, i negozi di vicinato. Si pensi solo al Lido, alla pluralità di offerte che ha e invece ci si concentra solo sugli alberi di piazzale Santa Maria Elisabetta. Ci sono molti luoghi così, che potrebbero essere la “controfaccia” di Venezia, solo a volerli gestire». (r.d.r.)

 

«Vaporetti strapieni allarme igienico» Scattano i controlli

I cittadini a Zaia e Dal Ben: insetti e sporco, carri bestiame

L’Asl risponde: vigilanza attivata, se serve interverremo

VENEZIA – Vaporetti strapieni ad ogni ora del giorno, spesso con le persone oppresse dalla ressa e dal caldo di queste giornate d’agosto. A suonare forte il campanello “allarme igienico” sono i battaglieri animatori di due seguitissimi gruppi Facebook di cittadini veneziani, come “Sciopero dell’abbonamento Actv” (7200 iscritti) e “Via il gabbiotto dal campanile” (6200), che ieri hanno scritto al presidente della Regione Luca Zaia e al direttore dell’Asl 12, Giuseppe Dal Ben, sollecitando verifiche igienico sanitarie a bordo dei mezzi di trasporto pubblico. L’Asl ha risposto a stretto giro di mail, assicurando che la vigilanze sul fronte- turisti c’è: niente controlli a tappeto, ma stato di allerta vigile e interventi in caso di necessità. «L’enorme flusso di turisti, che arrivano quotidianamente a Venezia, porta a un’attenzione maggiore verso le problematiche sanitarie causate dalla massa incontrollata di gente», scrivono gli amministratori dei due gruppi Facebook, Manuel Tiffi e Matteo Secchi, Lucio Przzon e Marco Luppino, con Anna Brondino, «tanto più in un contesto in cui l’autorità sanitaria ha alzato il livello di guardia per la diffusione di determinate patologie che possono trovare più facile diffusione in determinate condizioni ambientali, quali sovraffollamento in spazi chiusi, clima, carenza di igiene. Da qui, la nostra richiesta verso l’Asl12 veneziana, al fine di valutare controlli igienico sanitari all’interno dei mezzi di trasporto dell’azienda Actv della navigazione. Molte, infatti, sono le segnalazioni arrivate tramite il web e i giornali, riguardo il carico eccessivo di persone trasportate nei vaporetti, che molte volte vengono paragonati a “carri di bestiame”. I mezzi di navigazione e i pontili sono inoltre sprovvisti di una regolare manutenzione igienica, riscontrabile dalla presenza di insetti, sporcizia, e areazione insufficiente ». «L’Azienda sanitaria veneziana », si legge nella risposta, «valuta con attenzione la segnalazione ricevuta. Sull’attenzione alle problematiche sanitarie connesse al turismo, l’Asl 12 ha messo in campo iniziative forti – dai punti di primo intervento di San Marco e di piazzale Roma ai servizi digitali, alla rete dei defibrillatori – a tutela dei visitatori e degli stessi Veneziani. Il secondo tema», prosegue la nota, «è quello dell’attenzione al flusso di persone provenienti da Paesi e comunità lontane e per una sicura accoglienza degli stranieri e anche dei profughi in arrivo nelle nostre città, su cui l’Asl 12 è in prima fila nel progetto regionale di controllo. C’è poi la richiesta della vigilanza rispetto all’igiene degli spazi pubblici in relazione alla salute delle persone che li frequentano. In proposito l’Asl 12 veneziana è vigile affinché l’eventuale trasgressione delle regole sulla pulizia degli spazi e dei mezzi di trasporto pubblico non porti a reali preoccupazioni sul fronte della salute pubblica e all’effettiva urgenza di controlli sanitari: in questo caso interverrà per garantire il rispetto delle normative e dei regolamenti vigenti. L’Asl 12 è pronta comunque a ogni azione a tutela della salute dei cittadini ».

Roberta De Rossi

 

commercio abusivo

Zanetti: «Superato il livello di guardia, attenzione su Venezia»

VENEZIA. «Bene la determinazione del ministro Angelino Alfano contro il commercio abusivo e la pronta adesione della Guardia di Finanza: importante sarà anche una speciale attenzione sulle principali aree del centro di Venezia, dove la presenza di venditori abusivi ha da tempo superato il livello di guardia, generando pure intollerabili episodi di reazione violenta da parte di venditori abusivi nei confronti di pattuglie isolate delle forze dell’ordine». Così il sottosegretario al ministero economia e finanze, Enrico Zanetti, commercialista veneziano deputato di Scelta Civica: «Avanti tutta in questa direzione. Chi minimizza questo problema, vive sulla luna». Ora si tratterà di vedere se alle parole del governo seguiranno i fatti, anche in termini di forse dell’ordine (visti i tagli di straordinari) deputate ai controlli. Sul fronte dell’emergenza commercio ambulante Venezia ha già da tempo superato ogni livello di guardia, con intere strade (dal ponte degli Scalzi a Riva degli Schiavoni) trasformate in mercatini all’aperto abusivi, accanto al fiorire di plateatici abusivi dei venditori “regolari”. Il Comune ha avviato una – un po’ lugubre – campagna, con sagome a terra modello “scena del crimine” per allertare i turisti a non acquistare merce contraffatta, pena l’incorrere in pesanti sanzioni.

 

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