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I manager delle dodici società controllate dalla Regione costano 530 mila euro l’anno: la scure dei tagli di Cottarelli

PADOVA. Taglia e ritaglia, sono sempre trenta le poltrone dei Cda delle dodici società controllate dalla Regione. Riusciranno a sopravvivere alla spending review di Cottarelli, che ha proposto di calare la scure su ogni bilancio in perdita? L’elenco completo compare sul sito web di palazzo Balbi, omaggio alla trasparenza dopo la pubblicazione dei vitalizi versati a oltre 200 ex consiglieri regionali. La decisione del presidente Ruffato ha scatenato l’ ira degli ex colleghi di palazzo Ferro Fini, mentre la pubblicazione dei compensi dei manager è un atto dovuto per legge, che la giunta regionale ha approvato l’8 agosto scorso. Tirate le somme, l’assessore al Bilancio Ciambetti ha dovuto staccare un maxi assegno di 553 mila euro per il 2014.

L’unico stipendio d’oro resta quello di Silvano Vernizzi, con 144 mila euro, amministratore delegato di Veneto Strade, la holding di palazzo Balbi nata nel 2001 grazie al federalismo del titolo V concesso dal ministro Bassanini. Scommessa vinta, con il Passante di Mestre realizzato in tre anni a tempo di record e con la Pedemontana che prosegue a ritmi più lenti per la carenza di fondi e le proteste dei comitati. Vernizzi siede in un Cda che controlla tutte le infrastrutture viarie del Veneto: la Regione partecipa con il 30% del pacchetto azionario, poi ci sono le sette province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza che controllano il 50% mentre il restante 20% è suddiviso tra le quattro società autostradali: la A4 Serenissima Pd-Ve; Autostrade per l’Italia, Autovie Venete e A4 Holding Spa Bs-Pd da cui sono usciti i Comuni di Padova e Venezia e la provincia di Padova che ha ceduto le quote alla Mantovani , mentre la Zaccariotto ha tenuto stretta la sua partecipazione.

Veneto Strade non produce utili e costa come indennità 230 mila euro l’anno per le 4 poltrone del Cda, mentre la gallina dalle uova d’oro si chiama Cav, Concessioni autostradali venete, il cui presidente è Tiziano Bembo con un’indennità di 45 mila euro.

La Cav gestisce il Passante dal primo giorno di apertura: l’8 febbraio 2009. Invece, dal primo dicembre 2009 ha ricevuto anche le tratte autostradali, cioè la A4 tra Padova e Mestre, il raccordo Marco Polo verso Tessera e la tangenziale ovest di Mestre. E’ Bembo con Fabio Cadel che fissa le tariffe dei pedaggi, con la rivolta dei «pendolari» scoppiata a gennaio dopo la stangata sul tratto Padova-Mestre per rispettare i piani di rientro del debito fissati con il project financing. Cadel riceve altri 30 mila euro come vicepresidente di Finest, società che svolge attività finanziarie per la cooperazione economica con i Paesi dell’Est europeo.

L’altro grande «salotto» che incrocia l’economia e la finanza è Veneto Sviluppo, ai cui vertici c’è Giorgio Grosso, retribuito con 33 mila euro l’anno,il cui ruolo è fondamentale nel dare sostegno alle aziende in crisi con i fidi di garanzia.

Poltrona strategica pure quella occupata da Gian Michele Gambato, che gestisce i treni della regione Veneto che entreranno in servizio con il Smfr e si affiancheranno alla linea Venezia-Adria: il gettone a Gambato è di 27 mila euro l’anno e ha un compito delicatissimo, far concorrenza a Trenitalia e a Italo di Montezemolo e soprattutto acquistare i treni per i pendolari.

Nella lista spuntano le società che il consiglio regionale ha tentato di sopprimere, proprio per ridurre il caro-stipendi: si tratta della Veneziana Edilizia Canalgrande, della Rocca di Monselice (senza gettone di carica, ma la cui collina sta franando) e della Immobiliare San Marco. Poi c’è Veneto Acque che progetta i modelli strutturali degli acquedotti ai cui vertici siede Francesco Betto, mentre le tariffe per gli utenti sono decise dai sindaci nelle Aato e poi applicate dalle multiutility nei cui Cda siedono speso ex politici in attesa del vitalizio.

Ultime della lista: Veneto Innovazione, che coordina le risorse scientifiche per stimolare la crescita tecnologica delle imprese, ai vertici c’è Gabriele Marini, commercialista veronese. Infine Veneto Nanotech con Fausto Merchiori e Gabriele Venvato senza indennità e Veneto Promozione, presieduta da Franco Masello, il fondatore della Città della Sperenza che ha creato con il professor Zanesco la clinica pediatrica oncoematologica di Padova. L’ultima grande scommessa vinta, grazie alla solidarietà e all’ imprenditoria di un Veneto che sapeva fare squadra.

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