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Gazzettino – Il Mose avanza

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

ago

2014

Messi in acqua i maxi-cassoni per realizzare le dighe mobili

L’OPERAZIONE – Sistemato ieri sul fondale “blocco” da 14mila tonnellate

IL MOSE «Abbiamo raggiunto l’85 per cento dell’opera»

Ora si procederà con la sistemazione di diciotto paratoie

Redi (Cvn): «Concessionario unico, ente fondamentale»

Posato l’ultimo cassone. Adesso è completata la barriera di Chioggia

L’operazione è stata condotta al millimetro. Un vero e proprio gioco di incastro come se fossero “mattoncini in Lego”. Niente giochi ma si è trattato di un cosiddetto “cassone di spalla” di dimensioni enormi (60,5 per 20 metri, alto 24,5 metri) nientemeno che di 13.500 tonnellate. Insomma un “mattoncione” grande e grosso che, da ieri e nell’arco delle prossime 24 ore, finirà per essere incastrato perfettamente agli altri 8 cassoni (sei di alloggiamento, e un altro di spalla) a 25 metri di profondità, ai quali poi verranno posizionate 18 paratoie.
Benvenuti alla bocca di porto di Chioggia, la più meridionale delle “entrate” nella laguna di Venezia. Ieri mattina, con questa operazione di precisione, davanti alle maestranze del Consorzio Venezia Nuova e al direttore, Hermes Redi, si è fatto un ulteriore passo avanti per il Mose. I lavori alla bocca di porto sono stati affidati alla società Condotte che ha eseguito i lavori attraverso la Clodia scarl, una delle proprie società. «Completeremo i lavori in quest’area – ha spiegato il direttore Redi – per il 2016. Per la posa del cassone di spalla stanno lavorando circa 240 persone a turno, comprese alcune squadre di subacquei. Ora attendiamo che, quanto prima il Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica) ci assegni i 401 milioni giò stanziati dalla Finanziaria e che arrivino gli altri 226 milioni che ci devono ancora essere dati per completare l’opera».
In questi giorni di polemiche, anche con l’eco delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Consorzio Venezia Nuova nella gestione Mazzacurati, Redi si lascia andare ad una riflessione sul ruolo del “concessionario unico”: «Per un’opera come questa – sottolinea il direttore del Cvn – lo Stato ha tutte le prerogative necessarie per affidare i lavori ad un “concessionario”. Dirò di più. La concessione unica è il sistema che ha permesso di avviare e realizzare il Mose. É stato l’uso distorto di questa formula che deve essere stigmatizzato».
Nel frattempo, il cassone di spalla, trainato e spinto da alcuni rimorchiatori, ha iniziato a prendere la posizione prestabilita. Ogni cassone è dotato di quattro martinetti o pistoni posizionati lunga le fondazioni in modo da garantire l’orizzontalità quando va a toccare il fondale marino. E per risolvere i problemi sui fondali sconnessi, è stata anche realizzata un’intercapedine di circa 50 centimetri tra il fondo del cassone e il fondale marino. Durante tutte le operazioni di posa, la Capitaneria di Porto ha deciso di interdire il traffico marittimo fino a domani, giovedì 28 agosto, alle 10.

Paolo Navarro Dina

 

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