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INTERROGAZIONE IN REGIONE

MIRA – «Il Piano aziendale di sanità territoriale dell’Asl 13 smantella i servizi socio – assistenziali favorendo i privati: Zaia lo blocchi». Il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra ha presentato un’interrogazione al Presidente del Veneto chiedendo il blocco del Piano previsto dal direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato ed illustrato qualche settimana fa alla Conferenza dei Sindaci. Il Piano prevede entro il 2015 una riorganizzazione dei servizi nel territorio con l’individuazione di tre strutture intermedie di sanità territoriale – Ospedale di Comunità, Unità Riabilitativa del territorio ed Hospice – per fornire un’assistenza adeguata e qualificata a quei pazienti che hanno superato la fase acuta all’interno della struttura ospedaliera ma che contestualmente non possono rientrare a casa o essere seguiti solo a livello ambulatoriale. «Parte dei costi di queste strutture saranno sostenute dall’Asl 13 e parte dalle famiglie che usufruiranno del servizio – spiega Pettenò – ed in base a questo Piano le strutture intermedie sono destinate principalmente al privato, non tenendo conto del patrimonio pubblico esistente, presente soprattutto negli ospedali di Dolo e Noale: all’interno dell’ospedale di Dolo, ad esempio, ci sono padiglioni dismessi e completamente vuoti idonei a tale scopo, tuttavia, salvo qualche posto letto nelle case di riposo di Dolo e Mirano, viene preferito la collocazione a Scorzè, Noale e a Fiesso D’Artico, ovvero in strutture private. Inoltre – osserva infine il consigliere regionale di Prc Pettenò – il Piano viene avviato prima dell’approvazione delle schede territoriali sul fabbisogno di tali strutture”.

(L.Gia.)

 

DOLO – Fattoretto: «Ospedale? Ormai è una giungla»

DOLO – Lo stato di degrado in cui si trova l’area verde interna all’ospedale dolese è denunciato dal consigliere comunale e segretario di circoscrizione della Lega Nord Giovanni Fattoretto: «Ora riesco a giustificare l’acquisto di un potente e costoso Suv da parte dell’amministrazione dell’Ulss 13. Trova fondamento con la necessità di attraversamento della “foresta africana” che si trova all’interno dell’area verde dell’ospedale ed è possibile che all’interno di questa vegetazione in completo stato di abbandono, inequivocabile esempio di degrado e incuria, possano annidarsi topi e serpi. Mi chiedo come mai il Comune di Dolo, quale massima autorità sanitaria, non presti attenzione a queste gravi situazioni igienico sanitari presenti all’interno dell’ospedale del suo territorio» Una situazione di abbandono che potrebbe far presagire la volontà di non investire su un ospedale in fase di smobilitazione.

(L.Per.)

 

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