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L’ex assessore Ferrazzi

C’è chi esulta, come il presidente di Save, Enrico Marchi, convinto che questa possa essere la volta buona e chi invece è più cauto. Come il segretario metropolitano del Pd, Emanuele Rosteghin: «È positivo che il governo abbia deciso di portare l’Alta velocità a Tessera scartando il percorso lungo la gronda lagunare», spiega, «ma la decisione sul tracciato deve essere presa con la città». La reazione del Pd fa seguito alla firma dell’intesa firmata da Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, e Michele Mario Elia, ad delle Ferrovie che prevede un investimento di oltre 700 milioni di euro. Una stazione passante, tappa del percorso Venezia-Trieste, il cui progetto di massima dovrà essere elaborato dalle Ferrovie entro dicembre. «Una cosa deve essere chiara: non esiste che l’unica fermata dell’Alta velocità sia quella dell’aeroporto», dice l’ax assessore all’Urbanistica Andrea Ferrazzi, «perché è l’Alta velocità dovrà arrivare anche a Venezia e a Mestre, almeno che non si voglia dare il colpo mortale a Mestre». E quindi? La soluzione: «Portare chi vuole andare a Tessera lungo la direttrice della fermata di via Olimpia, pensata proprio per ospitare i treni dell’Alta velocità. E da qui poi andare a Tessera». In questo modo la città avrebbe quattro fermate dell’Alta velocità: Mestre, Santa Lucia, via Olimpia e aeroporto. Nel dibattito interviene anche il presidente degli industriali, Matteo Zoppas: «Poter sfruttare una stazione all’interno dell’aeroporto è un vantaggio notevole per i viaggiatori – che ora sono costretti a cambiare mezzo dalle più vicine stazioni ferroviarie per poter raggiungere l’aerostazione – ma anche per coloro che si spostano da ovest a est del nord Italia: questo implica minor dispendio di tempo e di risorse, facendo sì che il Marco Polo possa essere una scelta privilegiata rispetto ad altri scali», dice Zoppas, che aggiunge: «Si tratta di un’opera che consentirà un ulteriore sviluppo per le infrastrutture e il nuovo assetto logistico non solo del quadrante di Tessera e del veneziano, ma dell’intero Veneto. Un intervento che, grazie ad un investimento tra i 700 e gli 800 milioni di euro, sarà in grado di elevare la rete infrastrutturale ai livelli delle più moderne città europee».

(f.fur.)

 

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