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BASSANESE

PEDEMONTANA – Il coordinamento dei comitati ha affrontato lo stato del progetto della infrastruttura

Spv, i Covepa incontrano i sindaci

Si è svolto a Cassola un incontro sui temi della Superstrada Pedemontana, promosso dal Covepa in collaborazione con l’Amministrazione comunale guidata da Aldo Maroso. All’invito rivolto a tutti i sindaci interessati dal passaggio della grande infrastruttura, hanno riposto presente parecchi comuni bassanesi tra cui, oltre a Bassano e Cassola, anche Marostica, Mussolente, Breganze e Pianezze, insieme ad alcuni rappresentati del Trevigiano.
«Il confronto tra gli amministratori presenti e il nostro coordinamento è entrato nel merito dello stato del progetto esecutivo – spiega il portavoce Covepa, Massimo Follesa – della vicenda legale alla infrastruttura e delle eventuali azioni a disposizione delle amministrazioni locali. Sono state affrontate le condizioni del territorio che l’attuale tracciato della Spv aggrava ulteriormente. La situazione è portatrice di pericoli che potrebbero concretizzarsi qualora il tracciato fosse completato. Considerando le responsabilità per la sicurezza e la salute della rispettiva cittadinanza, è stato avviato un tavolo di confronto per porre in essere ogni iniziativa onde scongiurare eventuali rischi e pericoli».
È stata quindi proposta la possibilità di intervenire presso il commissario governativo affinché agisca in autotutela sull’intera procedura adottata sino ad oggi, con l’intenzione di agire anche per via amministrativa nel caso in cui sia opposto diniego dal Commissario stesso.
«Il tavolo aperto a tutte le amministrazioni disponibili e coscienti delle condizioni negative del progetto – continua Follesa – vuole produrre una visione alternativa a partire dalle esigenze dei cittadini e da queste far discendere azioni consapevoli, per questo è stato fissato un nuovo appuntamento per dopo la metà di settembre in cui si entrerà nel merito delle azioni amministrative disponibili. La concretezza delle riflessioni poggia sulla considerazione che i presupposti dell’attuale proposta della infrastruttura sono false nulle e illegittime. Ciò che è stato proposto al tavolo dei sindaci sulla Spv è un percorso concreto e verificabile con cui cercare la soluzione dei nodi attuali, al di là delle scorciatoie delle compensazioni e a partire dalla presa di coscienza che gli atti sono e si possono rivedere perché illegittimi. Solo da questi conseguono le peggiori ricadute sui territori e sui cittadini».
Pende infatti sulla legittimità dell’opera un triplice ricorso presso la Corte Costituzionale, senza dimenticare che tutt’ora non sono state riformate almeno due sentenze presso il Tar Lazio che hanno dichiarato illegittimo lo stato di emergenza e la nomina del commissario Spv, nonché lacunosa e incompleta la Via e il progetto definitivo ed esecutivo che ne derivano.

 

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