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Nuova Venezia – Mose, domiciliari in scadenza per quattro

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

ago

2014

Presto liberi l’ex presidente del Magistrato alle Acque Piva e i romani Cicero, Manganaro e Dal Borgo

VENEZIA. Dopo coloro che hanno raggiunto l’accordo per patteggiare la pena con la Procura i primi a conquistare la libertà perchè sono scaduti i termini della custodia cautelare saranno in quattro: sono l’ex presidente del Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva, accusata di corruzione, e i romani Alessandro Cicero, Vincenzo Manganaro e Luigi Dal Borgo, arrestati per millantato credito (i quattro si trovano da qualche tempo agli arresti domiciliari).

Se ne potranno uscire di casa dal 3 settembre in poi, esattamente dopo tre mesi. I termini per la custodia cautelare per l’ex assessore regionale Renato Chisso, il suo segretario Enzo Casarin, il commercialista padovano di Galan Paolo Venuti, l’imprenditore Alessandro Mazzi, invece, scadono il 3 dicembre, ma probabilmente neppure in quella data riusciranno ad ottenere la libertà poichè prima di quel mese i pubblici ministeri Stefano Ancilotto, Paola Tonini e Stefano Buccini firmeranno la richiesta di rito immediato e nel giro di pochi giorni il giudice dell’udienza preliminare fisserà il processo. Così, ripartirà da zero il conteggio per la custodia cautelare. Lo stesso dovrebbe accadere per Giancarlo Galan, che, a differenza degli altri, comunque, è stato arrestato due mesi dopo e, quindi, i mesi per lui si contano da agosto e non dal 4 giugno, il giorno degli arresti di tutti gli altri. Tra l’altro sembra che le condizioni di salute dell’ex governatore del Veneto stiano migliorando e se così fosse, il rischio per lui è quello di finire in un carcere normale, magari più vicino a casa sua, come quello di Santa Maria Maggiore a Venezia o il Due Palazzi di Padova, ma non più in una casa di reclusione-ospedale come Opera, dove si trova ora.

Scadranno dopo tre mesi anche gli arresti domiciliari per Lia Sartori, che a differenza di tutti gli altri, è finita in manette l’1 luglio, perchè fino al giorno prima c’era l’immunità parlamentare a coprirla, essendo stata deputata del Parlamento europeo nella scorsa legislatura. Per il suo reato, finanziamento illecito del partito, il codice prevede una custodia cautelare di tre mesi, che per lei scadranno il 31 ottobre, fino ad allora – a meno che i suoi difensori non trovino un accordo con i rappresentanti dell’accusa- rimarrà agli arresti domiciliari.

Ma anche chi è accusato di corruzione, come l’ex dirigente pubblico Piva, uscirà tra quattro giorni, dopo tre mesi di custodia cautelare: questo accade perché i fatti contestati all’ex presidente del Magistrato alle Acque (avrebbe ricevuto uno stipendio annuale di 400 mila euro dal Giovanni Mazzacurati e Piergiorgio Baita, oltre ad ottenere sempre grazie a loro incarichi di collaudatore per le opere dell’ospedale di Mestre, in cambio di evitare di segnalare ritardi e irregolarità nella realizzazione del Mose) sono avvenuti tutti prima del mese di ottobre 2012, quando il Parlamento ha cambiato la legge su corruzione e concussione, aumentando le pene per chi viene ritenuto responsabile e con esse anche la custodia cautelare. A Chisso, ad esempio, vengono contestati fatti avvenuti sia prima sia dopo l’ottobre 2012 e, quindi, rischia pene maggiori e subisce anche una custodia cautelare non più di tre ma di sei mesi.

Il commissario straordinario del Comune di Venezia, Vittorio Zappalorto, intanto, ha approvato la delibera che autorizza il Comune a dichiararsi parte lesa e danneggiata nella vicenda del Mose. Il provvedimento, che ancora non è una costituzione di parte civile, non possibile in questa fase del procedimento penale, servirà a mantenere l’Amministrazione comunale costantemente informata sull’andamento delle indagini in corso.

Giorgio Cecchetti

 

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