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MALAMOCCO

Un altro tassello per il Mose. In queste ore è stato posato alla bocca di porto di Malamocco, il sesto cassone, nonostante le condizioni meteomarine un po’ instabili.

Per tutta la notte scorsa, un pool di ingegneri, tecnici, operai e sommozzatori si sono alternati per varare l’enorme struttura, che rappresenta il quinto cassone di soglia.
La struttura è stata calata in acqua mediante il syncrolift (l’ascensore orizzontale che consente lo scivolamento del cassone in cemento armato) I cassoni di Malamocco sono i più grandi dell’intera opera e misurano 60 metri di lunghezza, 48 metri di larghezza e 11,55 metri in altezza.
Grazie a questa struttura ingegneristica galleggiante, i tecnici dell’impresa riescono a posare a meno 25 metri di profondità il cassone di 22 mila tonnellate con precisione millimetrica, comandando ogni operazione dalla cabina di controllo posta sul pontone stesso.
Il pontone è dotato di controllo remoto e di un sistema di rilevamento della posizione in modo computerizzato che permette ai tecnici di conoscere, in ogni istante dell’affondamento e della posa, la posizione precisa del cassone.
Infine, con potenti martinetti idraulici i tecnici riescono correggere la posizione finale al millimetro.
Nel rispetto dell’ordinanza della Capitaneria, il traffico marittimo attraverso la bocca di porto è stato interdetto ieri per quattro ore: dalle 12 alle 16.
Dalle 16 e fino al termine dei lavori di posizionamento del cassone, previsto per il 5 settembre, sarà possibile usare la conca di navigazione sia per l’entrata che per l’uscita dalla bocca di porto.

 

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