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Esposto alla polizia postale: l’adesione alla petizione online a Renzi è stata messa senza il consenso

«Lobby senza scrupoli, la vicenda del Mose non ha insegnato nulla». Battaglia sullo scavo del Contorta

Mille firme contro «le navi a San Marco» e per il via allo scavo del nuovo canale Contorta. Ma molte sarebbero false. È la clamorosa scoperta fatta ieri da alcuni esponenti del Comitato “No Grandi Navi” che si sono visti – davvero a loro insaputa – tra i firmatari della petizione inviata al premier Matteo Renzi dal comitato «Venice Alive» che sostiene il traffico croceristico in laguna. Iniziativa propagandata con il fatto che molte erano le “firme autorevoli”, tra cui quelle di quattro ex sindaci, Mario Rigo, Nereo Laroni, Ugo Bergamo e Paolo Costa. Adesso si scopre però che molte di quelle firme non sono autentiche. Beppe Caccia, ex consigliere comunale e tra i più attivi esponenti del comitato che si oppone alle Grandi navi, ha presentato ieri una denuncia alla Polizia postale. «Utilizzando una piattaforma che si chiama Change.org per le petizioni on line», ha raccontato Caccia alla polizia, «qualche maldestro farabutto ha pensato di inserire anche il mio nome. Senza sapere che questo è un reato penale». Stesso “scherzetto” è stato denunciato da Tommaso Cacciari. A cui il comitato procrociere ha inviato una mail di ringraziamento per aver sottoscritto la petizione. Immediato è scattato l’allarme. «Anche perché hanno usato un testo ambiguo», avverte il portavoce Silvio Testa, «dicendo sei favorevole all’allontanamento delle navi da San Marco? Così hanno tratto in inganno molte persone». Iniziative legali, dunque. E una battaglia che continua. Anche se il Porto fa sapere: «Venice Alive ha subito denunciato l’accaduto. Se avessereo voluto aumentare le firmre non avrebbero scritto quei commenti. Si capiva che erano falsi». «Lobby senza scrupoli», dice Caccia, «che credono di poter contare sempre sull’impunità. Evidentemente lo scandalo Mose non ha insegnato nulla. Scavare un nuovo canale non risolve il problema delle grandi navi. Ma creerebbe altri danni alla laguna». Ma intanto è proprio il progetto del canale Contorta, presentato dall’Autorità portuale, che ha cominciato il suo iter per l’approvazione alla commissione Via del ministero per l’Ambiente. Il via libera lo ha dato il Comitatone – assente il Comune perché commissariato – lasciando aperta solo una piccola finestra per l’esame di “eventuali alternative”. Come i nuovi terminal alla bocca di Lido, davanti all’isola artificiale del Mose – e dunque fuori della laguna». Una decisione a cui è seguito un provvedimento firmato dal presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa, già impugnato al Tar dai comitati perché definito “illegittimo”. Ma l’iter va avanti. E alla raccolta di firme on line avviata dai comitati è seguita una raccolta “pro Contorta” dal comitato avverso. Che però ha raccolto tra le altre, molte firme senza il consenso degli interessati. La battaglia continua.

Alberto Vitucci

 

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