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Quarto. A terra decine di turnisti che dovevano salire sul convoglio all’alba di ieri

Luciano Ferro (pendolari): «Mi rivolgerò a un avvocato. È una presa in giro»

QUARTO – Non cessano i disagi lungo la linea Venezia-Trieste, che stanno facendo impazzire studenti e pendolari, stufi e stanchi di arrivare in ritardo, dover combattere con le coincidenze, prendere l’auto per andare al lavoro e non avere la certezza di poter iniziare il turno all’ospedale piuttosto che in vetreria a Murano, per tempo. Ieri sono riprese le corse cosiddette corse “invernali-studentesche” che dal lunedì al venerdì fanno da metropolitana tra Portogruaro e Mestre. Si tratta, nello specifico, di 13 corse (in partenza da Portogruaro ogni ora dalle 5.06 alle 9.06 e dalle 12.06 alle 19.06) e di 13 corse Mestre-Portogruaro (in partenza da Mestre ogni ora dalle 5.57 alle 9.57 e dalle 12.57 alle 19.57). «Durante l’estate», spiegano i pendolari di Quarto, «solo 4 di queste 26 corse erano state mantenute dalla Regione, due in orari veramente inutili per il flusso pendolare». Ieri mattina all’improvviso, è stato soppresso il regionale 11102 delle 5.06 da Portogruaro che arriva a Mestre alle 6.04. «Si tratta proprio del treno che i turnisti aspettavano da giugno: 75 persone di media ogni giorno, che quest’estate si sono recate in macchina a lavorare e che stamattina (ieri ndr) hanno visto soppresso sui tabelloni nelle stazioni». «Sono stufo marcio di andare al lavoro in auto», commenta Luciano Ferro, portavoce dei pendolari, «adesso mi rivolgerò ad un avvocato, come ho già fatto in passato, perché mi aiuti ad ottenere quel che ci spetta». «Non è possibile che il primo giorno di ripristino di queste corse il primo treno, fondamentale, sia cancellato», proseguono i pendolari altinati. «I treni sono fermi da tre mesi: non può essere che fosse guasto. Qual è la motivazione di questa soppressione? Mancanza di personale? Forse semplicemente domenica il treno non è stato mandato a Portogruaro vuoto per effettuare la corsa di stamattina, dato che era la prima?». Da qui la richiesta di spiegazioni: «Chiederemo spiegazioni al governatore Zaia e a Trenitalia di questo ulteriore danno e presa in giro nei confronti dei pendolari che nuovamente si sono arrangiati e sono ricorsi ai mezzi propri». Aggiunge Ferro: «Prima della soppressione, per giunta, il treno era segnalato con 20 minuti di ritardo». Ferro, che come tanti altri doveva montare sul treno per recarsi nella città lagunare e da qui prendere un vaporetto, ha fotografato sia il ritardo di 20 minuti nei cartelloni, sia filmato l’improvvisa soppressione.

Marta Artico

 

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