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I bilanci

Mantovani ha archiviato il 2013 con 16 milioni di utile, Gemmo Holding con un risultato netto di 2 milioni

VENEZIA – La chiamavano «galassia Galan»: quella cerchia ristretta di aziende che ruotava attorno all’ex governatore, in carcere per l’inchiesta Mose dal 22 luglio. Studio Altieri, Mantovani e Gemmo: sono loro, scriveva L’Espresso nel 2006, «a far man bassa di appalti pubblici», dalla sanità alle strade. Ma come stanno, economicamente parlando, queste aziende? Gli ultimi bilanci disponibili (2013) evidenziano una situazione di rosso e debiti per Altieri, margini in calo per Gemmo e utili in crescita per Mantovani. Lo studio Altieri di Thiene, citato nei verbali dell’inchiesta Mose e comunque estraneo alle contestazioni dei magistrati veneziani, si trova oggi a gestire la situazione più complessa, tant’è che a fine agosto è stato firmato con i sindacati un contratto di solidarietà con stipendio dimezzato per un anno per tutti i dipendenti (circa 80). «La ristrutturazione servirà a concentrare il business sulle aree “core”», si legge a bilancio, ma è evidente che sull’impasse ha pesato lo stop al progetto del Palais Lumiere, della cui progettazione avrebbe dovuto occuparsi Altieri già noto per i lavori agli ospedali di Santorso e Mestre, per il Mose e a Fusina. Il bilancio è in perdita di 6,6 milioni (-3,2 nel 2012) con un esponenziale aumento dei debiti da 29 a 291 milioni «causa apporti derivanti da società incorporate per fusione». Su tutte, la Svei Spa, ex Gruppo Iri-Italstat. A gennaio è stata presentata alle banche una bozza di piano industriale-finanziario per il «riequilibrio della posizione debitoria». Conti differenti per Mantovani che ha archiviato il 2013 con 16 milioni di utile e 125 milioni di patrimonio (+16 milioni dal 2012) con la produzione che viaggia sui 446 milioni (+5,4%). Un colosso rispetto i 35,4 milioni di Altieri. Più 43% anche il risultato netto che però nel 2012 era gravato da 20 milioni di oneri straordinari legati «a fatti di rilevanza penale che hanno interessato esponenti aziendali». Il bilancio segnala come le commesse più rilevanti arrivino da: Mose, Expo 2015 e Fusina. La società ha un indebitamento di 121 milioni (-17%) con un budget 2014 di 415 milioni che comprende Nogara Mare e Traforo delle Torricelle a Verona, in stand by. «La società si sta strutturando per affrontare i mercati esteri. È in corso una due diligence per costituire una società nei paesi arabi» recita la relazione. Gemmo Holding Spa, che – va precisato – non è finita sotto inchiesta, ha chiuso, infine, il 2013 in utile con un risultato netto di 2 milioni. La società controlla la Gemmo Spa: 38,3 milioni di patrimonio e un utile di 1,7 milioni su un volume di affari di 230,3 milioni (-3,7% sul 2012). L’Ebitda nel 2013 ha segnato 13 milioni (-8,4% sui 14,2 milioni dello scorso esercizio). A bilancio si legge di un’attività di «consolidamento delle posizione acquisite pur persistendo un contesto di crisi economica». Il portafoglio ordini per il 2014 segnala oltre 1,4 miliardi di cui «la quota più significativa, 850 milioni, è rappresentata da commesse in project financing». La Gemmo ha gestito la costruzione e la manutenzione degli impianti dell’Ospedale di Mestre, dell’Alto Vicentino, Conegliano e Este-Monselice.

(e.v.)

 

FA 58 ANNI A OPERA – Compleanno in carcere per l’ex doge Giancarlo Galan

PADOVA – Chissà con chi festeggerà il suo compleanno, oggi, Giancarlo Galan, detenuto in carcere ad Opera di Milano dal 22 luglio scorso. L’ex ministro della Cultura è arrivato a 58 primavere e l’annuncio del compleanno girava sulle paginedi Fb secondo una prassi consolidata, che rischia di diventare un’amara beffa in caso di incidenti con la giustizia. Perché in cella di isolamento nel reparto ospedaliero di Opera, Galan non può incontrare nessuno, se non il suo avvocato e il medico che lo cura. Il deputato di Forza Italia è finito in carcere dopo che la Camera ha approvato, il 22 luglio scorso, la richiesta di autorizzazione all’arresto presentata dal gip Scaramuzza che ha firmato l’ordinanza del mega blitz sullo scandalo del Mose: tra i big della politica, Galan e Chisso, ma anche Milanese, ex segretario del ministro Tremonti, mentre il destino dell’ex ministro Altero Matteoli è legatoal verdetto del tribunale dei ministri. Galan è in attesa del verdetto della Cassazione sulla richiesta di scarcerazione presentata dai suoi avvocati Ghedini e Franchini, dopo il no del tribunale del riesame di Venezia. Sul fronte dell’inchiesta tangenti Mose, si attendono i patteggiamenti di molti degli indagati.

 

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