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Nuova Venezia – Chioggia. No alle trivellazioni in Adriatico

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

set

2014

Chioggia. Coro di critiche al decreto che toglie competenze alla Regione. Casson: «Un’assurdità»

CHIOGGIA – Coro di no a possibili trivellazioni al largo di Chioggia per estrarre metano. Il problema torna di attualità perché il Governo con il decreto Sblocca Italia toglie la competenza decisionale alle Regioni tenendola per sé. Il sindaco Giuseppe Casson parla di «schizofrenia dello Stato se da un lato riconosce la fragilità della laguna di Venezia e dall’altro permette le estrazioni», Sel oggi sarà in piazza con un volantinaggio per sensibilizzare la città. I rischi delle trivellazioni sono noti, in primis la subsidenza, ma anche possibili correlazioni con eventi sismici e l’effetto mortale su delfini e tartarughe provocato dai rumori delle trivellazioni e dagli oli usati per raffreddare le trivelle. «Capisco la necessità governativa di individuare nuovi fonti di energia», sostiene Casson, «ma è impensabile, per ragioni normative e di buon senso, che si permetta al largo delle coste di Chioggia e Venezia di effettuare trivellazioni. Sono scientificamente noti i forti rischi di subsidenza correlati a operazioni che metterebbero a repentaglio il patrimonio ambientale, culturale, storico ed artistico della laguna». Il sindaco ricorda che si tratta di un patrimonio tutelato dallo Stato con la Legge Speciale. «Permettere le trivellazioni», sottolinea, «certificherebbe la schizofrenia dello Stato, incapace di rispettare se stesso e le sue leggi. Il passaggio di competenze non è rilevante se il Governo, come ha dichiarato il ministro Guidi, anteporrà sempre la tutela ambientale». Nel richiamare l’attenzione sulla questione Sel ricorda anche i precedenti. «Nel Ravennate negli anni ’50 il terreno è sprofondato», precisa il consigliere di Sel, Fortunato Guarnieri, «ma ci sono altri effetti collaterali. Le ispezioni realizzate dalla norvegese Spectrum al confine con le coste croate hanno provocato morie di delfini e tartarughe con emissioni ogni 10 secondi di un muro di onde sonore di 260 decibel (il doppio di un jet in fase di decollo), senza contare le possibili correlazioni con eventi sismici su coste instabili come le nostre».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

 

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