Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

SCANDALO MOSE – I pm si oppongono alla scarcerazione: condizioni di salute compatibili con la detenzione

Un giudizio contrario alla scarcerazione dell’ex assessore regionale Renato Chisso. Ad emetterlo è stata la Procura della Repubblica di Venezia alla luce dell’esito della consulenza di tre medici che si sono recati mercoledì nel carcere di Pisa dove l’ex assessore regionale si trova rinchiuso in seguito all’inchiesta sul Mose. Ad effettuare la visita sono stati tre specialisti (il medico legale Antonello Cirnelli, il cardiologo Cosimo Perrone e lo psichiatra Amodeo Sossio).
Ieri mattina i magistrati che indagano sugli appalti del Mose hanno letto la relazione dei medici ed alla fine hanno espresso un parere contrario alla scarcerazione di Chisso, sostenendo, in pratica, che le sue condizioni di salute e i suoi problemi cardiaci non sono incompatibili con la detenzione in carcere (restando in cella non ci sarebbero rischi maggiori rispetto ad altre soluzioni).
Secondo quanto appurato dai consulenti della Procura, infatti, la carcerazione alla quale è stato sottoposto il politico non ha complicato o peggiorato le sue condizioni di salute. A tal proposito era stato scelto il carcere di Pisa proprio perchè particolarmente attrezzato per seguire i problemi dei detenuti cardiopatici e secondo la Procura si tratta di un centro d’eccellenza e all’avanguardia. Per i medici dell’accusa, quindi, non ci sarebbero collegamenti diretti tra la detenzione e i problemi di salute evidenziati dall’avvocato Antonio Forza che difende l’ex assessore. Anche la segnalazione di sintomi di un possibile esaurimento nervoso non è stata confermata, visto che i tre specialisti hanno segnalato solamente una lieve flessione dell’umore che, secondo l’accusa, è facilmente riscontrabile in persone che sono soggette a un regime carcerario. Un quadro finale, quindi, diverso da quello delineato dagli specialisti dell’Università di Pisa che erano stati nominati a suo tempo dall’avvocato Forza secondo i quali il politico soffre di una forte depressione e rischia un nuovo infarto.
Ieri sera la consulenza e il parere negativo alla scarcerazione, con le firme dei pm Ancilotto, Tonini, Buccini e dal procuratore aggiunto Carlo Nordio, sono stati trasmessi al gip Liguori il quale è chiamato a decidere su questo rovente caso.
A questo punto, a meno che questa perizia non venga giudicata palesemente infondata, è praticamente certo che, prima di ogni decisione, il giudice si avvalga a sua volta delle consulenze di altri medici, da lui stesso nominati.
Se così fosse, e quest’ultimo elemento non fa che confermare la tensione e anche la delicatezza del caso, per approdare ad una scelta definitiva sarebbero quasi una decina i medici chiamati a confrontarsi sulla salute dell’ex assessore regionale della giunta Galan. In ogni caso il gip ora ha cinque giorni di tempo per decidere.

Gianpaolo Bonzio

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui