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L’ex assessore regionale resta in carcere, il nuovo gip incarica un medico di formulare un’altra perizia

VENEZIA – Si infoltisce la pattuglia di coloro che cercano l’accordo per una pena ridotta con la Procura della Repubblica, in modo tra l’altro di uscire dal procedimento per la corruzione per il Mose in tempi brevi. Il 16 ottobre, infatti, è già stata fissata la data per tutti i patteggiamenti, che potrebbero essere addirittura 17. Nel frattempo, oggi si saprà a quale dei giudici del suo ufficio la presidente dei giudici delle indagini preliminari Giuliana Galasso affiderà il fascicolo che riguarda l’ex assessore Renato Chisso. Il difensore, l’avvocato Antonio Forza, ha presentato consulenze mediche nelle quali si afferma che per i problemi cardiaci e di depressione la sua permanenza nel carcere di Pisa è incompatibile con la sua salute. I pubblici ministeri Stefano Ancilotto, Paola Tonini e Stefano Buccini, con il procuratore aggiunto Carlo Nordio, hanno consegnato il loro parere: grazie ad altrettanti medici, sostengono che le patologie dell’esponente di Forza Italia non sono incompatibili con la detenzione, sottolineando il fatto che si trova in un carcere che ospita un Centro clinico cardiologico all’avanguardia. Già oggi, dunque, il magistrato incaricato potrebbe incaricare un suo perito che dovrà prima visitare il detenuto, quindi leggere ciò che affermando i consulenti della difesa e della Procura, quindi fornire il suo parere al giudice che dovrà dire la sua parola, firmando un’ordinanza in cui scarcera per motivi di salute Chisso o respinge l’istanza della difesa, spiegando che le sue patologie non sono incompatibili con la detenzione. Nei prossimi giorni ai 14 indagati che hanno raggiunto già un accordo con la Procura per il patteggiamento dovrebbero aggiungersi altri tre, mentre tutti gli altri, una quindicina, finiranno davanti al Tribunale, coloro che devono rispondere di corruzione, e al giudice monocratico, coloro che devono rispondere di reati meno gravi, come millantato credito o finanziamento illecito del partito. La Procura chiederà il rito immediato per i primi e la citazione diretta per i secondi, in entrambi casi non è prevista l’udienza preliminare, ma già alcuni di loro sembrano convinti a chiedere il rito abbreviato al giudice dell’udienza preliminare e quindi saranno un numero limitato coloro che si troveranno a rispondere della accuse in aula.

Giorgio Cecchetti

 

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