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È bufera sul progetto dello scavo Contorta. Costa, presidente del Porto, ribadisce che «è l’unica soluzione possibile», mentre sono pronti i ricorsi per fermarlo.

Costa: «Il Contorta unica soluzione». Casson: «Grave non far decidere i cittadini». Ricorsi e nuove mozioni già pronte

Nuovi scavi in laguna, scoppia la bufera

«Se vogliamo togliere alla svelta le grandi navi da San Marco l’unica soluzione è scavare il nuovo canale Contorta». Il presidente del Porto Paolo Costa non si cura delle polemiche e tira dritto. «I tempi ridotti? Lo ha deciso il Comitatone, c’è scritto nella delibera dell’8 agosto. E prima ancora la Conferenza Stato-Regioni di maggio, a cui aveva partecipato anche il sindaco Orsoni, autorizzando allora le procedure della Legge Obiettivo». Niente blitz, si irrita Costa. Solo «un iter che va avanti». Partendo «dall’unico progetto diponibile per la Valutazione». Trenta giorni invece di sessanta, e il confronto pubblico che non è previsto. «Ma noi lo faremo lo stesso», dice Costa, «anzi forse dobbiamo farlo. La prossima settimana lo presenteremo, non mi voglio certo sottrarre al confronto».

Ma intanto la polemica è partita. «Scandaloso», aveva commentato a caldo l’ex vicesindaco Sandro Simionato. «Forzature», insiste Gianfranco Bettin, ex assessore all’Ambiente. Felice Casson, senatore del Pd, ha presentato qualche giorno fa una nuova mozione al governo chiedendo il confronto paritario fra tutte le ipotesi alternative al passaggio delle navi davanti a San Marco. Casson definisce «grave» il fatto che non si vogliano ascoltare i cittadini. «È inaccettabile che il ministero e il Porto vadano avanti senza curarsi dei pronunciamenti del Senato e del Consiglio comunale. Lo scavo del Contorta è illegittimo, vietato dalle Leggi Speciali. E il Senato ha impegnato il governo a valutare tutte le alternative in modo trasparente. Chiedo a tutte le forze politiche che hanno a cuore la laguna e vogliono impedirne la devastazione di mettersi insieme per presentare una mozione urgente al governo». I comitati intanto affilano le armi. E hanno pronto un ricorso al Tar per fermare l’avvio dell’opera. «È illegittima», dicono. Una richiesta di intervento è stata avanzata ieri al commissario Vittorio Zappaolorto anche da un gruppo di rappresentanti di Sel, Verdi, Lista In Comune. «Abbiamo chiesto al commissario», dice il portavoce Beppe Caccia, «di chiedere al governo che sia ristabilita la corretta procedura di Valutazione dell’Impatto ambientale. E soprattutto di fermare i poteri forti come Porto, Save, Consorzio Venezia Nuova, che vogliono decidere senza il consenso della città». Ma intanto la procedura che va avanti è quella del progetto Contorta. L’unica già iscritta negli elenchi del ministero per l’Ambiente per l’esame di compatibilità ambientale. E, curiosità, viene nell’elenco subito dopo la Valutazione di Impatto ambientale negativa firmata nel 1998 dallo stesso ministero per il progetto Mose. Da ieri intanto sono scattati i 30 giorni per la presentazione di osservazioni. Tempo dimezzato con questa procedura rispetto ai 60 della procedura «normale». Da ieri però anche il progetto alternativo del terminal a San Nicolò – firmato da Cesare De Piccoli e dalla società genovese Duferco – è stato depositato al ministero dell’Ambiente. Prevede la realizzazione al Lido, davanti all’isola artificiale del Mose, di approdi per le grandi navi da crociera. Sarà depositato domani in Regione e in commissione di Salvaguardia. Secondo il Porto può essere un’ipotesi da valutare «a lungo termine». «Prima della Valutazione ambientaliste», scandisce Costa, «dovrà avere il via libera degli organi tecnici. Cioè da Capitaneria e Autorità portuale». Che hanno già fatto sapere come quel progetto abbia «problemi ambientali e di trasporto dei passeggeri».

Alberto Vitucci

 

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