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VENEZIA – Navi, polemica sulla procedura dei progetti

SALVAGUARDIA E LAGUNA “Giallo” sull’inserimento nella Legge obiettivo dello scavo del canale

L’ALTRO PROGETTO – Cesare De Piccoli e il porto al Lido «Non sarà una gara ad armi pari»

Grandi navi, sarà una gara a due, in commissione nazionale di valutazione di impatto ambientale. Uno dei contendenti è il progetto di “Adeguamento della via acquea di accesso alla Stazione Marittima di Venezia”, cioè lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo di autorità portuale. L’altro pretendente è il terminal “Venice Cruise 2.0″ della Duferco sviluppo srl e dalla Dp Consulting, dove Dp sta per Cesare De Piccoli, che ipotizza una struttura galleggiante fuori dalla bocca di porto del Lido, esterna anche alle paratoie del Mose.
Nel sito del Ministero dell’Ambiente il progetto del Porto è già inquadrato nella Legge obiettivo, il Venice Cruise invece è ancora alla fase del controllo dei documenti. Il primo seguirà una procedura di valutazione più snella dell’iter ordinario, con 30 giorni per presentare le osservazioni, scadenza il 17 ottobre.
Il senatore Felice Casson parla però di «forzatura per eludere il confronto pubblico, con uno scavo in violazione delle leggi speciali di tutela della laguna». Caustico anche l’ex viceministro Cesare De Piccoli. «Non sarà una gara ad armi pari – protesta l’ex parlamentare – perchè il mio progetto, pagato con fondi privati e non pubblici, che pur si presenta come innovativo e di lungo periodo, sarà probabilmente sottoposto a valutazione secondo la procedura ordinaria». E qui entrano in gioco le interpretazioni e i successivi chiarimenti. Il Cipe, il 1° agosto scorso, aveva licenziato un piano triennale delle opere giudicate strategiche su istanza della Regione Veneto in cui si fa riferimento non tanto al canale Contorta nello specifico, ma a “interventi per la sicurezza nei traffici delle grandi navi nella laguna di Venezia”. Solo la settimana successiva, l’8 agosto, il Comitatone aveva scelto il Contorta. Un’etichetta, quella degli “interventi per la sicurezza dei traffici”, frutto di un’accesa discussione nella conferenza unificata Stato Regione nell’aprile scorso, quando il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi, incalzato dal sindaco Giorgio Orsoni, aveva escluso che il progetto del Contorta fosse stato inserito in Legge obiettivo. E Orsoni confortato anche dalla posizione dell’assessore regionale Roberto Ciambetti, aveva chiesto di mettere a verbale che la dizione “canale Contorta” fosse stralciata o riformulata in modo da non far riferimento a quell’opera.
LA PETIZIONE DEL FAI – Nel frattempo la delegazione di Venezia del Fai, Fondo per l’Ambiente, ha promosso una petizione nell’ambito del 7° censimento “I luoghi del cuore”: vengono invitati a firmare coloro che hanno a cuore la salvaguardia del canale della Giudecca, indicato come “simbolo della necessità di impedire il passaggio delle grandi navi in tutta la laguna che deve essere rispettata nella sua integrità e quindi preservata da ogni nuovo fenomeno che rompa il suo delicato equilibrio compresi nuovi scavi di canali”. Le firme (cittadini italiani e stranieri maggiorenni) possono essere apposte “online” nel link: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/venezia/venezia/canale-della-giudecca/80675 oppure presso il Negozio Olivetti (piazza San Marco 101).

 

La riflessione

ECCO LA ROVINA DELLA LAGUNA

Il “Gazzettino” del 3 Settembre pubblica: “Laguna di chiacchere” di Pier Luigi Penzo al quale vorrei chiedere se sa che proprio il Canal Nuovo per il passaggio delle navi è stato la rovina della laguna? Infatti ricordo che la laguna di oggi, con le paludi male odorate, non è quella di una volta con i suoi canali, con le sue erbe “naturali” e i suoi numerosi pesci. E di tutte queste specie più ne catturavi e piu ce n’erano. Adesso tante di esse sono scomparse non sono chiacchiere lagunari, ma la verità agli occhi di tutti. Certo che le colpe sono tante da debitare anche ai pescatori con la pesca meccanica. Poi c’è stato l’inquinamento di qualunque genere, compreso l’apertura del Canal Nuovo che ha strappato via la vitalità della laguna di Venezia con il grave fatto che l’ambiente quando viene rovinato rimane tale. Sà perchè dico ciò? Solo circa venti anni fa facevano delle secche da sembrare dei campi per coltivare i frutti della terra che mangiavamo e che venivano chiamate le secche della “berola”. Quando a novembre del 1993 è stato presentato il mio primo libro “I racconti di un pescatore: la laguna di Venezia prima e dopo l’inquinamento” pubblicato da Filippi, dal pubblico mi è stato chiesto giustamente cosa ne pensavo dell’apertura del Canal Nuovo. E io così risposi “È stata rovinata la laguna”. Ora si parla di fare un secondo canale, cose di un altro mondo. Così nel tempo la città più bella del mondo rimarrà per larga parte senza le sue protezioni e non solo. Infatti se diciamo che le grandi navi portano lavoro a cinquemila persone, sa signor Penzo quante famiglie da sempre hanno vissuto con la laguna? Chioggia, Pellestrina, Lido, Venezia, Murano e Burano. Un economia ambientale che le nostre radici hanno sempre vissuto e che mai avrebbero dovuto finire come oggi se non una minima parte. A questo punto mi viene da pensare chi sono queste persone che prima studiano la laguna per poi dare questi giudizi. Gli esperti di questo ambiente lagunare sono quelle persone che per tutta la loro vita – ancora prima dei motori – sono andati avanti e indietro tra canali, ghebi, cime, rami ecc… Queste non sono chiacchiere lagunari ma la verità. Visto che il nostro territorio lagunare, con le sue fonti economiche naturali, è passato alla storia più persone dovrebbero testimoniare come abbiamo trovato pieno di ricchezze mare e laguna. E non facciamo passare bugie per verità.

Gianfranco Vianello – Venezia

 

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