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A Martellago su 128 richieste di nuove costruzioni ben 115 riguardano aree agricole o vincolate

MARTELLAGO «Non si trasformino le aree per lo più agricole, o vincolate, in zone residenziali e commerciali». Suona così il monito lanciato dal Movimento 5 Stelle di Martellago, dopo che nei giorni scorsi sul tavolo del municipio sono arrivate 115 richieste di privati, sulle 128 totali, di trasformare le loro superfici. La vicenda rientra nel Piano degli interventi approvato dal Comune e per il M5S parla di 200 mila metri cubi in più se fossero accontentanti tutti, ovvero dieci campi da calcio. E in un momento dove molti immobili si faticano a vendere, il mercato immobiliare zoppica e spesso si imputano gli allagamenti e i problemi ambientali al troppo consumo di suolo, il M5S “avvisa” la maggioranza. «Se l’idea del Comune fosse di accogliere tutte o la maggior parte queste richieste limitandosi ad applicare la perequazione secondo la legge», dicono Barbara Simoncini, Andrea Marchiori e Davide Da Ronche, «si avrebbe lo scambio del “cemento per denaro”». Nel Consiglio comunale di luglio, il sindaco Monica Barbiero aveva letto il documento sul Piano degli interventi, valido cinque anni e che darà il via al Piano d’assetto del territorio (Pat). Ebbene, i punti fondamentali erano tre: aumentare il livello di servizio delle infrastrutture presenti, valorizzare l’esistente per non sciupare altro territorio, puntare sulle esigenze specifiche. Per quanto riguarda il primo aspetto, il Comune prevede di favorire i cambi di destinazione d’uso, anche se da valutare con il contesto edilizio, e aumentare i volumi delle strutture attuali ma i lotti non ancora edificati dovranno essere razionalizzati meglio. Ma le richieste pervenute, quasi il 90 per cento, vede privati che vogliono allargarsi su aree agricole o vincolate. «Di recente il Consiglio di Stato» fa sapere il trio del M5S di Martellago «ha stabilito che la perequazione non può portare a costruire opere fuori ambito. Ovvero, non si potrà impiegare i milioni di euro raccolti per ristrutturare il municipio o riammodernare la rete stradale e fognaria. Inoltre non si potranno impiegare questi soldi per la sicurezza». Il maggior gruppo di opposizione chiede al Comune di difendere il territorio. «Ha l’obbligo morale di farlo» aggiungono Simoncini, Marchiori e Da Ronche «prevedendo un Piano degli Interventi coerente con i propri scopi. Ancora un anno fa, con un’interrogazione sul consumo del suolo, ci era stato detto che la salvaguardia passava dal riuso degli immobili dismessi. Speriamo lo sia ancora».

(a.rag.)

 

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