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Le Ferrovie dello Stato cercano associazioni culturali per affidare quelle non più vigilate: a Mestre c’è Carpenedo

Nella lista, alla voce Veneto, sulla linea Mestre- Fossalta, c’è la stazione di Carpenedo, in buono stato, a cinquecento metri dal centro cittadino. È una delle 87 stazioni impresenziate del Veneto finite nella lista delle Ferrovie dello Stato che cerca partner per non lasciare nell’abbandono stazioni ancora attive e frequentate da pendolari ma dove non ci sono biglietterie e personale delle ferrovie. FS darà le vecchie stazioni in affitto o concessione d’uso gratuito a chi si occuperà della loro manutenzione e le utilizzerà per organizzare progetti e attività socio-culturali. Una opportunità che può avere sbocchi diversi: sale espositive, spazi di produzione culturale o artigianale, punti turistici sono alcune delle possibilità date dal piano noto a pochissimi. Nella lista veneta troviamo la stazione di Carpenedo, vicino alla piazza e a Santa Maria dei Battuti. Il passaggio a livello di via Trezzo, attiguo, nel 2015 dovrà sparire sostituito da un sottopasso che chiuderà il collegamento con Carpenedo. Lo ha confermato il nuovo piano comunale del traffico. Ma del futuro della stazione da tempo non si ha certezza: nel piano del metrò regionale (Sfmr) era prevista una nuova stazione vicino al cimitero, poi stralciata. La vecchia stazioncina resta dove è. Utilizzata dai pendolari ma senza servizi. Ci sono altre piccole stazioni della nostra provincia nell’elenco: quella di Gaggio, Lison e Fossalta di Piave; Salzano Robegano sulla Mestre-Trento; Preganziol sulla Mestre-Orsago. In Veneto, il piano Fs ha censito 87 piccole stazioni impresenziate per 98 locali di stazione e 84 appartamenti (54 quelli occupati) , con un valore a bilancio complessivo di 10 miliardi di vecchie lire per i locali di stazione e 17 miliardi per gli alloggi. Le superfici calcolate risultano così ripartite: oltre 7.200 mq per i locali di stazione e circa 9500 mq per gli appartamenti. I fabbricati sono in stato di conservazione accettabile nel 68% circa dei casi ( in un caso lo stato è ottimo; in 9 casi buono; in 49 discreto; un immobile è vecchio; 15 quelli scadenti e 10 quelli fatiscenti). Cinquantuno stazioni sono in posizione centrale rispetto i centri urbani e questo è il caso di Carpenedo. Ferrovie dello Stato in Veneto ha già avviato 21 contatti per un possibile riutilizzo delle aree disponibili: tre con operatori economici privati e 18 con enti locali. 21 i contratti già stipulati (4 di affitto e 16 di comodato). In cinque casi si tratta di accordi a scopo commerciale, in 20 casi lo scopo è sociale e in altri due di diverso tipo. Per Carpenedo non ci sono ancora contatti con associazioni, enti locali, aziende interessate ad un riuso della vecchia stazioncina, cara a molti mestrini e che fino al 1927 era nota con il semplice nome di Carpenedo. La struttura è dotata di sovrappasso pedonale; biglietteria automatica, parcheggio bici, altoparlanti di annuncio arrivo e partenza treni e una sala d’aspetto non riscaldata. «Bonificare significa ripristinare accettabili condizioni di agibilità, ma anche, laddove sia possibile, andare oltre, rendendo la stazione stessa luogo di nuove imprese economiche e sociali», scrivono nel loro piano le Fs. Il riuso ha vari sbocchi. Nel turismo culturale o ambientale, già sperimentato in alcuni casi in altre zone d’Italia. Al Sud le vecchie stazioni sono state una occasione per l’occupazione giovanile.

Mitia Chiarin

 

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