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L’appuntamento è nelle sede di Confindustria ma le posizioni tra le parti restano ancora molto distanti

I chimici: «Se sarà garantito il riavvio del cracking i lavoratori torneranno ad avere fiducia nell’azienda»

MARGHERA – Sarà un confronto duro e difficile sul futuro dell’ultimo impianto della chimica di base del gruppo Eni, ancora attivo a Porto Marghera – dove oramai è in funzione solo la riconvertita bioraffineria che produce biodiesel – fermo da quasi un anno malgrado la promessa di farlo ripartire nell’agosto scorso, poi non mantenuta dall’azienda. Dopo oltre un mese di scioperi a singhiozzo – con la riduzione dei carichi di etilene e propilene nelle pipe-line collegate ai petrolchimici emiliani – sindacati dei lavoratori chimici di Cgil, Cisl, Uil e l’amministratore delegato di Versalis spa (Eni), Daniele Ferrari, si incontrano oggi nella sede di Confindustria, al parco Vega di Marghera. Le posizioni sono ancora molto distanti: da una parte i sindacati e la Rsu aziendale che, dopo il rientro in fabbrica dalla cassa integrazione ordinaria di buona parte dei 450 addetti all’impianto, pretendono il completamento delle procedure per ottenere il via libera del ministero dell’Ambiente al riavvio del cracking dell’etilene di Versalis che era previsto il 18 agosto scorso. Dall’altra l’azienda che, invece, non ha ancora dimostrato ai sindacati di volere fare sul serio, completando la procedura per l’autorizzazione ambientale della centralina di vapore (che produce troppe emissioni inquinanti) e il conseguente riavvio dell’impianto del cracking della virginafta per produrre etilene, propilene e altri intermedi chimici (olefine, ecc.). Tutti prodotti che nel mercato mondiale abbondano grazie all’entrata in funzione dei nuovi impianti produttivi che ricavano l’etilene direttamante alla bocca dei giacimenti di gas naturale, in Asia e Medio Oriente. Nell’ultimo incontro tra la direzione di Versalis di Porto Marghera e la rappresentanza sindacale dei lavoratori, a fronte dell’impegno di Versalis di fissare l’incontro in programma oggi, hanno deciso come segno di buona volontà – di ridurre da 16 a 8 le ore di sciopero, a giorni alterni, del reparto logistica che smista l’etilene e il propilene che arriva via nave a Marghera dagli stabilimenti di Brindisi e Priolo e viene inviato – attraverso l’oleodotto che attraversa il Polesine – alle fabbriche di plastiche e gomma di Mantova, Ravenna e Ferrara che lo utilizzano come materia prima. Lo scontro sindacati-azienda è cominciato il mese scorso, all’indomani dell’incontro con il nuovo amministratore delegato dell’Eni (società della quale l’azionista di riferimento è ancora lo Stato italiano), Claudio Descalzi, che aveva annunciato drastici tagli delle produzioni della chimica di base del gruppo, a cominciare dal cracking della virginafta e dalle raffineria di petrolio. A Porto Marghera, in ogni caso, Versalis ha annunciato mesi fa la costruzione di un impianto “green” – per la produzione di oli lubrificanti di origine vegetale in joint-venture con la multinazionale americana Elevance – che potrebbe creare un centinaio di nuovi posti di lavoro. «Il nostro obbiettivo», ribadiscono i sindacati veneziani, «così come sancito nell’accordo firmato da Versalis nel febbraio scorso e in quello siglato al ministero dello Sviluppo in luglio, è il riavvio del cracking e fino a che non ci sarà questa certezza Eni e Versalis non avranno la fiducia dei lavoratori che ormai hanno visto chiudere troppi impianti, malgrado le buone promesse che erano state fatte».

Gianni Favarato

 

Bilanci in rosso per il cracking di virginafta nel 2013 perdita netta di 338 milioni di euro

La petrolchimica di base è uno degli assi portanti del business di Versalis spa (ex Polimeri Europa) che ha quattro impianti di cracking della virginafta in Italia – Brindisi (Puglia) e Priolo (Sicilia) che attualmente sono in funzione, Porto Marghera in fermata da oltre sei mesi e Porto Torres (Sardegna) che è stato chiuso definitivamente – dove si producono vari prodotti (olefine) per usi industriali (polietilene, polipropilene, polistirolo, ecc.) nei settori delle plastiche, gomme, fibre, solventi e lubrificanti di origine fossile, in parte inviati ai petrolchimici di Mantova, Ravenna e Ferrara via pipe-line. I ricavi degli intermedi di Versalis spa sono diminuiti di ben 341 milioni con una perdita netta nel 2013 di 338 milioni di euro. Rispetto al 2012 (-11,2%), a causa della riduzione dei volumi venduti (-4,2%) e dei prezzi medi unitari (-1,9%), di butadiene (-38%) ed elastomeri (- 23%). Del resto, le vendite di prodotti petrolchimici nel corso dell’anno scorso (3.785 mila tonnellate) sono diminuite di 168 mila tonnellate rispetto al 2012 (-4,2%) a causa del calo dei consumi mondiale e di una sovrapproduzione di olefine e derivati del cracking della virginafta , dovuta alla crescente concorrenza degli impianti asiatici e arabi che producono, con costi più bassi, l’etilene e propilene da gas naturale alla bocca dei giacimenti.

 

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